Il Joy’s Pub accoglierà ‘Paulista amore mio’, una escursione a colpi di spot fatta in quegli incredibili venti anni dal 1957 al 1977, in cui Carosello è andato in onda. L’incontro è una riflessione sul mondo della comunicazione pubblicitaria e sulla sua evoluzione negli ultimi anni ma anche un modo per leggere le trasformazioni sociali che hanno segnato il nostro Paese. Non a caso, l’incontro è costruito perché possa essere in grado di catturare l’interesse di chi ha già conosciuto l’esperienza di Carosello ma anche di coloro che, nati dopo, non conoscono affatto l’arte e l’ingegno in esso contenuti.
A condurre l’evento è Franco Liuzzi, già delegato regionale della Ferpi (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana), membro del Direttivo regionale del Club del marketing e della Comunicazione,  “allenatore” – come gli piace definirsi – dell’agenzia pubblicitaria Tom, con un passato in altre prestigiose agenzie pubblicitarie ed un presente dedicato anche alla docenza universitaria.
Quella di Carosello è stata un’esperienza unica che iniziò il 3 febbraio 1957 presentando cenni della censura spietata di un’epoca in cui anche la parola “sudore” era già considerata ardita. Venti anni di laboratorio in cui si sperimentarono approcci diversi resi complessi da una serie di vincoli formali e sostanziali. Spot indimenticabili per il loro inconfondibile stile: dalla Carmencita di Lavazza alla formidabile linea animata di Lagostina, da Calimero di Ava ad El Merendero per Talmone.
Ed anche testimonial d’eccezione: Sofia Loren per la Lux, Totò per Star, Cesare Polacco per Linetti, Tino Scotti per Falqui. Fino a giungere a celebri registi che hanno aperto un ciclo portando il cinema nella pubblicità (Olmi il primo, nel 1973, per Nescafè).
Carosello si concluse il 1° gennaio 1977 con un bagaglio di oltre 42.000 scenette prodotte.

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