Non si ferma “Live Music IV”, la rassegna di eventi musicali dal vivo che  il Joy’s Pub ha organizzato a partire da novembre, e che sotto la direzione artistica di Umberto Calentini, intreccia generi diversi . L’appuntamento del 4 febbraio conferma l’altissima qualità che contraddistingue questa rassegna: sarà infatti, il Paolo Achenza Trio, dalle 22:00, ad entusiasmare il pubblico del noto locale barese. Il Joy’s, suggestivo e accogliente irish pub di Marco Protano, da sempre sensibile alle migliori proposte artistiche e socio-culturali, si conferma essere una cornice perfetta per gli appuntamenti con la musica. Ingresso libero, info 328.711.00.49.

A tutti gli effetti barese di adozione, innamorato del fender rhodes, il pianista Paolo Achenza può fregiarsi di essere il capostipite del genere acid jazz in Italia. Al centro della scena denominata FEZ ideata da Nicola Conte a Bari nei primi anni novanta, da vita al memorabile Paolo Achenza Trio, composto da Paolo Achenza, Stefano Valenzano, Massimiliano Ingrosso.

E’ l’inizio di una nuova prospettiva, il 1994 è l’esordio discografico del gruppo ed anche il primo disco realizzato da un gruppo con l’uscita dell’EP Introducing the p.a.t, impregnato di sonorità soul jazz / jazz funk afroamericane, è il primo e più autentico manifesto di un nuovo ed originale filone del jazz italiano, destinato a crescere negli anni a venire. Un vero e proprio “cult” sulla scena del new – jazz internazionale.

Nell’autunno del 1994 esce il primo LP, Do It. Oltre ottomila copie in tutto il mondo per un lavoro realizzato con la collaborazione del sassofonista afroamericano Greg Osby, ospite nella maggioranza dei brani. Il Paolo Achenza Trio tiene concerti a Parigi, Londra, Ginevra oltre che in tutte le principali città italiane. Capace di definire un suono decisamente nuovo e originale in assoluta sintonia con la ricerca del FEZ, della quale è l’inconfondibile cassa di risonanza, il Paolo Achenza Trio definisce il suo stile nell’album Ombre (1997), dove, grazie ad un ensamble allargato, si spinge sempre più verso il jazz e la sperimentazione, inserendo i ritmi nuovi del drum’n bass o creando nuovi classici come Samba Royale.

La canzone italiana più intellettuale riceve un trattamento psichedelico in Semplicissimo, primo esperimento vocale del P.A.T.

 

Foto della serata

 

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