L’idea nasce prendendo spunto dallo Speakers’ Corner (in italiano “angolo degli oratori”), un’area dell’angolo nord orientale di Hyde Park, a Londra. È un luogo tradizionale di discorsi pubblici e dibattiti, ha ospitato discorsi di persone famose come Karl Marx, Lenin, George Orwell e William Morris. Notevole esempio del concetto di libertà di opinione, qualsiasi persona può presentarsi senza essere annunciata e parlare su praticamente qualsiasi argomento desideri, anche se è probabile che verrà provocata dai frequentatori abituali con opinioni opposte.
In fondo alle “Scritte di Gesso” ci sono racconti di viaggi al centro di sensazioni e posti ordinari e straordinari, tratteggiati con solchi, strisce e scie di parole granulose e sottili come polvere di gesso.
Sullo sfondo restano le sfide, le vittorie, le lotte e le delusioni di una vita vissuta intensamente col coraggio dei vent’anni, quando l’unica mancanza possibile è quella di non partire alla ricerca, alla scoperta, all’avventura.

Testi: Andrea Tarquilio
Musica: Alessandro Memmi

 

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