Si chiama “Storia degli sguardi” il concorso fotografico Work in Progress che il Joy’s Pub di Bari promuove a partire dal 6 giugno, con la apertura alle iscrizioni degli artisti, fino al 30 luglio con le premiazioni per il migliore artista e la migliore fotografia.

Sempre attento e  sensibile alle migliori proposte artistiche e socio-culturali, il Joy’s si conferma essere una cornice perfetta per gli appuntamenti con l’arte in tutte le sue forme espressive. L’idea nasce dall’esigenza di tanti amici frequentatori del locale che trovano all’interno dello spazio di un locale pubblico, la possibilità di esprimersi e socializzare trasferendo il loro modo di raccontare un momento anche in maniera visiva quale può essere quello fotografico.

Nell’immaginare una mostra di nuove, riscoperte consapevolezze, il Joy’s Shop ha quindi deciso di aprire il suo spazio ai suoi vecchi e nuovi amici come un cantiere, cercando di liberarsi da ciò che in un cantiere limita l’accesso ai non addetti ai lavori.

Recuperare il senso della socialità attraverso la condivisione dei propri sguardi sul mondo, esporre punti di vista e tematiche diametralmente opposti per scoprirli sinergici e complementari una volta stampati ed appesi su una parete: questa è la grande sfida di un mese di Work in Progress al Joy’s Shop. Un mese per provare a costruire, come un edificio, quella “Storia degli Sguardi” di cui Barthes parla, in cui ogni fotografia è un mattone prezioso ed indispensabile nella misura in cui, senza la condivisione degli sguardi altrui, l’intero grattacielo della nostra società appare tanto splendido e dorato quanto desolatamente disabitato.

“Vedere se stessi (altrimenti che in uno specchio): in termini storici, questo atto è recente, dal momento che il ritratto, dipinto, disegnato o miniato che fosse, è stato sino alla diffusione della Fotografia un bene limitato a pochi, destinato del resto a ostentare una data condizione economica e sociale – e in ogni caso un ritratto dipinto, per quanto somigliante sia (è quello che sto cercando di provare), non è una fotografia. E’ curioso che non si sia pensato al rivolgimento (di civiltà) che questo atto nuovo comporta. Io vorrei una Storia degli Sguardi. La fotografia è infatti l’avvento di me stesso come altro: un’astuta dissociazione della coscienza d’identità”

Roland Barthes, La camera chiara. 1980

Facendoci invogliare da Roland Barthes, quando scattiamo un’immagine con la nostra digitale o magari con una datata analogica dovremmo riflettere sul fatto che stiamo facendo la storia. Fissare su pellicola o su memoria digitale un attimo, un colore o l’espressione di un volto è una azione apparentemente banale che però cela in se una azione memorabile. Ciò che inquadriamo e perché lo vediamo in quel modo è così, in un modo irripetibile, allora come nei secondi successivi in cui, ad esempio, l’uomo in bicicletta che ha attraversato il nostro campo visivo è ormai qualche metro più avanti.

Tutti gli artisti interessati, potranno dunque dal giorno 6 giugno e per tutta la durata dei lavori, cioè fino al 24 luglio, iscriversi al concorso ed esporre le proprie fotografie liberamente in uno qualsiasi degli spazi del locale. Gli amici frequentatori lo vedranno costantemente rinnovarsi ed avranno la possibilità di esprimere il loro parere sull’artista o sulla foto singola, andando in questo modo a definire con il proprio voto, il vincitore o la vincitrice del Work in Progress. L’iscrizione ed il regolamento di partecipazione al concorso sono  scaricabili dal sito www.joyspub.com e dalla pagina facebook del Joy’s Pub http://www.facebook.com/event.php?eid=107922055966119.

Scheda adesione concotrso fotografico

Regolamento concorso fotografico 1^edizione

 

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