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A vent’anni dalla scomparsa di Fabrizio De Andrè, bisogna partire da un presupposto fondamentale: per cantare De Andrè ci vorrebbe Faber. se-ti-tagiassero-a-pezzetti-fabrizio-de-andre

Premesso ciò, l’idea di fare una serata tributo, una cronistoria della musica e della vita di Faber, attraverso le sue canzoni, quelle dei suoi amici e anche dei suoi meno amici, era un’occasione che William Volpicella, attore, stimolato dal Deus Ex Machina del Joy’s pub Marco Protano, non voleva farsi sfuggire. “SE ti tagliassero a pezzetti è la citazione dovuta, utilizzata come titolo dell’evento, e perfetta per descrivere i tasselli della musica di Faber che saranno ricomposti. Quindi non vi aspettate un cantante, ma aspettatevi di cantare mentre, umilmente e col rispetto che si deve a De Andrè, un Chisciottesco attore e il suo inseparabile Sancho (Rosario Le Piane) viaggeranno assieme a voi tra le parole e le note di alcune delle più belle canzoni scritte nell’ultimo secolo dal paroliere genovese.

Ci vediamo l’11 gennaio 2019, al Joy’s Pub.

Ingresso libero

Start ore 21:00

Venerdì 4 gennaio 2019 al Joy’s Pub “Pino unplugged” proposto dai T.S.O. eventofb_tso_exe
Il T.S.O. duo nasce dall’incontro di due personalità ed esperienze, ovvero patologie profondamente diverse, talmente diverse che finiscono per assomigliarsi.
Loredana De Giglio e Davide Giaquinto, entrambi refrattari a trattamenti sanitari standard, hanno scelto la terapia d’urto affrontando da subito una delle più impegnative sfide letterarie e musicali possibile: Pino Daniele.
Nelle sue canzoni hanno trovato la forza di testi profondamente emotivi e poetici, matrimonio ideale con la sua musica impegnativa, articolata e mai scontata.
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Il risultato è una rivisitazione acustica dei suoi brani storici, più rappresentativi e impegnativi del “lazzaro felice” più malinconico della musica italo/partenopea.
Con grande passione e con il timore reverenziale per ciò che Pino ha rappresentato, Loredana e Davide presentano il loro recital al Joy’s Pub.
Un momento di alta qualità con il rispetto per un grande artista  ad augurare a tutti Buona musica e Buon 2019!

Arriva domenica 9 settembre alle ore 20.30 al Joy’s Pub di Bari il tour letterario di “Facciamo che io ero”, l’ultimo romanzo di Federico Pacifici facciamo-che-io-ero edito da I libri di Icaro.

Sarà una presentazione “recitata” del romanzo “Facciamo che io ero” (Italo e Fernanda) con Federico Pacifici, attore e autore del romanzo “Facciamo che io ero”, e Totò Onnis, attore, che proveranno a vista, in senso teatrale, i personaggi di una piccola parte del romanzo. Senza rete e senza prove. Federico Pacifici interpreterà Italo, Totò Onnis Fernanda e altri due personaggi maschili, un baby pensionato e un poliziotto, così come due attori fanno quando studiano un testo e ancora non hanno individuato l’attrice ideale e gli altri interpreti. Ci riusciranno? Ci riusciremo? Venite e vedrete.
Il romanzo, la trama e i protagonisti:
Italo, ipotizza cosa sarebbe stata la sua vita se fosse stato diverso da sé. Formula cinque ipotesi, cinque variazioni e le intreccia. Un percorso in cinque variazioni sulla vita.Lo sforzo dei protagonisti, in particolare degli Italo, i cinque Italo, che vedono proiettata accanto a sé, la propria compagna Fernanda, di volta in volta diversa, è quello di sopravvivere in un paese che percepiscono a rotoli, in crisi totale di ideali, valori e prospettive.
L’autore prova a raccontare due solitudini incolmabili, moltiplicate per 5 solitudini di 5 coppie, sempre Italo e sempre Fernanda i protagonisti. Incolmabili ed incolmate anche dall’affetto degli animali che ciascuno si è scelto, un cane lui e una gatta lei, 5 cani e 5 gatte. A Roma, al Nomentano, intorno a Villa Paganini, sebbene piccola e triste, autunnale anche d’estate.
I protagonisti, tutti gli Italo e Fernanda, abitano il loro mondo piccolo e circoscritto che volge con disincanto al tramonto.
Federico Pacifici e Totò Onnis sono attori di Teatro, Cinema, Televisione, Radio. Entrambi Diplomati all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico a Roma , dove Federico ha studiato tra gli altri con l’amatissimo maestro Orazio Costa Giovangigli. Totò invece con Aldo Trionfo. Federico ha lavorato tre stagioni al Piccolo Teatro di Milano e, tra gli altri, con i registi Gianni Amelio, Marco Bellocchio, Daniele Vicari. Ha vissuto più di tre anni a New York lavorandoci come attore. Totò Onnis Ha lavorato con i registi Luca Ronconi ,Giuseppe Patroni Griffi e per tre anni allo Stabile di Torino con Mario Martone. E’ nato negli Stati Uniti ma la vita lo ha portato a Bari.
L’attore romano arriva in Puglia in occasione delle presentazioni ufficiali del suo libro che già alla sua prima uscita sta destando curiosità tra la critica e i lettori. La rassegna è realizzata in collaborazione con La Fabbrica dei sogni, Associazione Socio- Culturale Kronos, InventiamoEventi, I Quaderni del Bardo e Saratambula Associazione Culturale.

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Federico Pacifici è attore di Teatro, Cinema, Televisione, Radio. Ha studiato tra gli altri con l’amatissimo maestro Orazio Costa Giovangigli. Ha lavorato tre stagioni al Piccolo Teatro di Milano e, tra gli altri, con i registi Gianni Amelio, Marco Bellocchio, Daniele Vicari. Ha vissuto più di tre anni a New York, lavorando anche come attore e tenendo libere conferenze in alcune università. Lì ha cominciato a scrivere il suo primo romanzo, tenero e catastrofico. Ha scritto per il Cinema, il Teatro, la Radio e la TV vari progetti, soggetti e sceneggiature, tra cui “Gangsters”, scritto con Claudio Lizza che è diventato un film. Ha diretto vari cortometraggi sperimentali, mirati allo studio del montaggio, scrittura e recitazione per il grande schermo. Ha pubblicato una collana di 4 DVD “Passione/Teatro”, anch’essi sperimentali sul lavoro in palcoscenico e sulla tecnica per filmare il Teatro. Il suo testo teatrale “Italo e Fernanda” è stato premiato nel 2011 al Calcante-SIAD e pubblicato su Ridotto. “Facciamo che io ero” è il suo secondo romanzo, un terzo è in progettazione.

Queste le date del tour in Puglia:
06 settembre ore 19 LaFeltrinelli, Via dei Templari, 9, Lecce
07 settembre ore 20 Giardini Casa Prato, Via San Giuseppe, Campi Salentina (LE)
08 settembre ore 18.30 Astoria Bar, Piazza Italia, 28 (Porta San Biagio), Lecce
09 settembre ore 20.30 Joy’s Pub, Corso Sonnino, 118/d, Bari
10 settembre ore 19.30, Villetta Guglielmo Marconi, Angolo Via Petracca, Neviano (Le)
11 settembre ore 19.30, Castello Baronale, Piazza Castello, Felline (Le)

Ingresso libero.

Per info:
I libri di Icaro
Mail: info@icarolibri.com
Tel. 371 1878199/ 327 6956111
www.icarolibri.com

Venerdì 20 aprile alle ore 21,30 la Live Music del Joy’s Pub presenta i POOR BOYS in concerto. Inizialmente il gruppo era un trio, dotato di armonicista. Sperimentando con vari bassisti, scelgono la strada del duo. Chitarra e batteria, così sui denti. Fu registrato un primo ep con il trio (sempre con il nome Poor Boys), poor-boys-1 disco che per un po di tempo ha visto il gruppo impegnato in giro per l’Italia.

Adesso le cose sono cambiate, e i POOR BOYS hanno buttato fuori un nuovo Ep “ROOTS“, che vede Ste Barigazzi ed Enrico Zanni picchiarsi, sporcando di sangue le tracce a cui hanno lavorato duramente. “ROOTS” rappresenta le radici musicale del duo. Contiene 8 tracce che spaziano dal blues di Robert Johnson, Muddy Waters e alcune ballate, tutte rivisitate in elettrico. In questi anni la band ha partecipato a vari Festival Blues come: Spiagge Soul, Italian Blues River, Blues Made in Italy, Rootsway, Bellinzona Blues Session, Ameno Blues, Sogliano Blues, Have Mercy Blues Festival, Malcesine Blues Festival, Capo d’Orlando Blues, Blues in Carrozzeria, Levico Terme Blues Festival.

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Ste Barigazzi: Chitarra e voce. Inizia suonando la batteria, poi passa all’armonica a bocca, per poi trovare definitivamente la strada nel canto e nella chitarra, sia acustica che elettrica, dove maggiori opportunità di espressioni gli balzano davanti. Nato con il Blues, amante del Soul, del Reggae e della buona musica in generale. Musica bella che non ha nemmeno bisogno di essere “catalogata” nel concetto di “genere musicale”. Enrico Zanni: Batterie e percussioni. Inizia a suonare la batteria suonando Hard Punk, per poi cimentarsi in vari generi tra il Rock and Roll e il Rockabilly per molti anni. Studia Jazz e si avvicina al Blues, dove riesce a sperimentare in modo ottimo tutte le sue conoscenze. Ritmica della band, il motore incessante

https://www.youtube.com/watch?v=FUam-nrvTsc&t=45s

https://www.youtube.com/watch?v=g_2Jy-sy08o

Ingresso libero, ore 21:30

Venerdì 13 aprile 2018 alle ore 21,30 la Live Music del Joy’s Pub presenta in concerto in prima assoluta a Bari i VillaZuk, espressione della canzone cantautorale che si innesta di sfumature country, pop e reggae. I VillaZuk sono la fusione di caratteri stilistici variegati, villazuk-foto-logo-2018 mescolati in un calderone che ha ritmiche dinamiche, colori e tinte in levare, spiccato senso melodico e una scrittura immaginifica e dotata di innegabile espressività.

Ad aprile 2010 fanno la loro prima apparizione live e vincono il concorso nazionale Bsidemusicontest. A fine luglio dello stesso anno, arriva il loro primo album “…a colorare Libertà”. Il brano Fiorecrì viene scelto come sigla del video di presentazione del ConcertOne a favore del SI per il Referendum 2011, in Piazza del Popolo a Roma.

Il loro secondo album “Meno Male Robertino” esce a giugno del 2013. Co-produttore del lavoro è Angelo Sposato ed il suo Sud Studio. Il 16 ottobre dello stesso anno esce in anteprima esclusiva su Rockit il video di Tutt’uno, primo singolo estratto dall’album. I brani Fiorecrì e Tutt’uno fanno parte della compilation Meet’n’Radio, in rotazione su oltre 1000 tra Radio e WebRadio. Nello stesso anno i brani entrano nella classifica ufficiale Indie Music Like, la chart delle canzoni indipendenti più ascoltate in Italia.

Condividono palchi importanti con MANU CHAO, ALBOROSIE, GIULIANO PALMA, BRUNORI SAS, 24 GRANA, BANDABARDO’, PERTURBAZIONE.

Ad Agosto 2013 viene assegnato ai VillaZuk il Premio “San Francesco Saverio”, riconoscimento conferito ogni anno alle eccellenze Calabresi.

loc-variazione Nel 2014/2015 sono impegnati in un progetto, “La Musica per un nuovo inizio”, sulla musica e sulla scrittura delle canzoni, nella Casa Circondariale di Cosenza. Percorso, quest’ultimo, iniziato già nel 2011, dopo un corso di formazione a Zaandam in Olanda, nell’ambito del progetto Europeo PEETA, svolto nelle Case Circondariali di diverse nazioni e per la prima volta in Italia.

Dopo numerose date in tutto il Belpaese, i VillaZuk raggiungono la fase finale del concorso 1MFestival 2014, posizionandosi tra i primi 8 gruppi.  Vincono il “Premio della Critica Amnesty International – Voci per la Libertà 2014”. Nell’Ottobre 2015 vengono scelti da Radio3 Rai, MIUR e Accademia della Crusca come testimonial della Giornata ProGrammatica, durante la settimana della lingua italiana nel mondo. Ad ottobre 2016 viene assegnato ai VillaZuk il “Premio Ninfeo in Art”, per essersi distinti in Calabria nella categoria Musica.

A Luglio 2017 vincono la finale regionale del “Premio De Andrè”, premiati da Carlo Massarini. Ad Agosto 2017 partecipano poi alle semifinali nazionali del “Premio De Andrè” e vengono selezionati tra i 13 artisti che parteciperanno alla finale nazionale (marzo 2018). Ad Ottobre 2017 esce in anteprima su FanPage.it il video di Quando tutti dormono, singolo che si piazza subito nelle prime posizioni della classifica Indie Music Like e che anticipa l’uscita del terzo album della band, prevista nella primavera 2018.

Ingresso libero

Start ore 21:30

Guarda il video di Quando tutti dormono

www.villazuk.it

 

Venerdì 6 aprile in prima assoluta a Bari la Live Music del Joy’s Pub presenta “Aborigeni italiani”, il secondo album ufficiale del cantautore “romantico insurrezionalistaKamal  (al secolo Carlo Bonomelli) accompagnato dalla violinista Mirela Isaincu. tour-aborigeni-italiani
Siamo di fronte a un disco molto vario. Le canzoni del cantautore, sempre in bilico tra il serio e il faceto, sono condite in varie salse che vanno da atmosfere country alla rumba passando per il rock gotico, il pop quasi commerciale, il folk “agreste”, il coro da osteria, il rockabilly, la taranta ipnotica, una psichedelia piuttosto casereccia e chi più ne ha più ne metta. È un vero e proprio viaggio tra parole, suoni, emozioni, teorie strampalate, slanci di vitalità e introspezioni megagalattiche.
Elegante ma senza troppi fronzoli, eccentrico senza però arrivare al ricovero psichiatrico, esuberante ma senza oltrepassare di troppo la soglia del pubblico decoro, sociale senza cadere nelle trappole ideologiche, mistico senza bisogno di troppi rituali obsoleti… insomma un disco tutto sommato piuttosto equilibrato! Un album figlio del suo tempo. Niente di più e niente di meno.
Difficilmente catalogabile ma facilmente godibile.

Un lavoro piuttosto sostanzioso (17 tracce) atto a celebrare i suoi primi 10 anni di carriera solista. Coprodotto con Marco Giuradei (che ha suonato gran parte degli strumenti presenti nel disco ovvero batteria, percussioni, basso, tastiere, fisarmonica, cori e alcune chitarre) che si è occupato anche della registrazione e dell’editing presso il suo “Taverna Studio” a Provaglio d’Iseo (BS). Un disco fatto “alla svelta” (in circa una decina di giorni di full immersion) per mantenere un certo sapore fresco ed immediato, senza troppi fronzoli e rifuggendo dal rischio di perfezionismo (molto lontano dall’indole decisamente mercuriana di Kamal). Hanno partecipato alla registrazione del disco anche altri personaggi come la cantante Cecilia Carta (voce femminile e cori in “La pillola anti crisi 2017”), il rapper-cantautore Diego “Drama” Ghenzi (strofa rappata, scritta da lui stesso, nel brano “Psychotarantadark”), la cantautrice-violinista Mirela Isaincu (violino in diversi pezzi e voce/cori in “La fine del mondo”) e il chitarrista Nicola Panteghini (chitarre soliste elettriche, acustiche e banjo in diversi pezzi), membro degli Sdang! .

Ascolta qui

kamalindiaBiografia

Carlo Bonomelli, classe 1982, nato e cresciuto in Valle Camonica, è da sempre interessato all’espressione artistica, in particolare al disegno e alla pittura. La sua formazione scolastica è infatti legato alle arti visive avendo frequentato il Liceo Artistico a Lovere (BG) e successivamente l’Accademia di Belle Arti LABA a Brescia. Il suo interesse profondo per la musica nasce a metà degli anni 90. Dopo aver ascoltato la canzone Lust for life di Iggy pop inizia a sognare di suonare in una band (inizialmente la batteria, poi dopo aver scoperto gli Oasis inizia a sognare di suonare la chitarra e cantare). Di lì a pochissimo inizierà a strimpellare da autodidatta una chitarra classica abbandonata dal fratello minore. Nel frattempo scrive poesie, frasi, storielle. Alcune diventano fumetti, altri diventeranno poi col tempo delle canzoni. L’esordio sui palchi avviene nel 2001 come chitarrista/secondo cantante del gruppo ska-rocksteady Dr.Detroit & the pards (attivi dal 2000 al 2004). Nel 2002 fonda un’altra band dai suoni più duri e dall’attitudine più punk: The Catties (attivi dal 2002 al 2007) in cui oltre a scrivere il 90% delle canzoni (sia in italiano che in inglese) inizialmente suona la chitarra e canta, per poi passare nel 2004 alla sola voce, avendo esigenze di teatralità (molto in stile Alice Cooper) da portare sul palco. 

Nel 2007, oltre ad iniziare il suo progetto solista come cantautore (dopo una brevissima esperienza di duo cantautorale denominata Alfonso & Anacleto) organizza di tanto in tanto degli happening a metà strada tra il rock psichedelico e lo sciamanesimo, in cui canta improvvisando completamente tutto accompagnato da musicisti anche loro in fase di improvvisazione estrema. Questo progetto denominato DELIRIVM MAXIMVM EXTREMVM, seppur, fortunatamente, di brevissima durata, ebbe un grosso impatto sulla vita creativa di Carlo. Dopo un viaggio in Nepal, a fine 2007 Carlo Bonomelli inizia a fare i primi concerti come cantautore solista (chitarra-voce) utilizzando lo pseudonimo di Kamal detto anche Carlones (soprannome di ben più vecchia data, ispirato alla sua grande passione per la band Ramones) Kamal. Nella prima metà del 2008, dopo i primi concerti e l’incisione di un orribile demo casereccio (intitolato ironicamente Eh dai…c’è di peggio…(?)), se ne va a vivere per un po’ in Spagna, dove conosce Juanita, una chitarra spagnola che avrà un ruolo decisivo nell’evoluzione delle canzoni e del modo di suonare del cantautore. Qui ascolta tantissimo flamenco e flamenco-fusion e ne viene influenzato parecchio. Una volta rientrato in Italia, continua per un paio d’anni a fare concertini qua e là e incide un altro paio di CD demo: Eravamo un paese di poeti, santi e navigatori e Tre ballate (scostumate) per l’estate, stavolta abbastanza ben fatti, “pubblicati” (esclusivamente in circuti ultra underground) entrambi nel 2010. Nello stesso periodo fonda anche il duo avanguardista ultrasperimentale Fratelli Angoscia, progetto di breve ma intensa durata. Nel novembre del 2010 parte per l’Australia e non si fa più vedere alle nostre latitudini fino a metà febbraio del 2013. Torna, dopo aver visitato mezzo mondo, in Valle Camonica spaesato, confuso, estremamente incasinato. Piano piano riprende in mano le situazioni musicali italiane abbandonate qualche anno prima, le mischia con quelle maturate qua e là per il Mondo. A settembre dello stesso anno esce il suo primo disco ufficiale La bacchetta magica e altre storie… Realizza anche dei videoclip di canzoni provenienti dal disco ovvero Ma li sentite voi..? e La canzone di Biis Matino, visibili su youtube.

Nel 2014 entra in una crisi esistenziale profonda. Più volte pensa di abbandonare la musica. Tuttavia decide, seppur a stenti, di continuare. Nella primavera del 2015 torna in studio per registrare quattro nuovi pezzi: tre inediti più un remix, tutti in lingua inglese. Questi pezzi vedranno la luce il 12 giugno 2015 (ad esattamente trentatrè anni dalla nascita del cantautore) sottoforma di EP intitolato Don’t think too much. Del brano che da il titolo all’EP è stato realizzato anche un videoclip. Gli ultimi due mesi del 2015 li trascorre in Gran Bretagna con l’intento di trasferircisi definitivamente. A Liverpool oltre a lavorare in un ostello fa il musicista di strada e partecipa a numerose serate “open -mic” suonando alcuni suoi pezzi anche al celebre locale Cavern . Il grigiore del clima anglosassone e la nostalgia del sole (seppur nella sua Valle non è che abbondi poi chissà quanto…) lo convincono a rientrare in Italia giusto in tempo per festeggiare il capodanno 2016. Con l’arrivo del nuovo anno decide di abbandonare i vari nomi d’arte (percepiti come maschere) e utilizzare il suo nome di battesimo Carlo Bonomelli. Nella primavera dello stesso anno viene scoperto durante un concorso dall’etichetta milanese Palbert Music che gli produce il singolo/videoclip del brano La pillola anti crisi (visibile su youtube). 28276436_1154106858025826_2894159852366038920_n

Dopo aver pubblicato, sempre col suo nome di battesimo, a fine 2016, solo in digitale, un EP a tema natalizio intitolato Canzoni di Natale (poi ripubblicato nel 2017 come Kamal), con l’arrivo del 2017 Carlo fa pace il suo nome d’arte (ma non solo, dato che lo chiamano quasi tutti così anche nella vita privata…) KAMAL (che scopre non essere un maschera m bensì un demone che deve assolutamente esprimersi) ed entra in studio per realizzare il suo secondo album ufficiale, coprodotto con Marco Giuradei. L’album 2017. aborigeni italiani esce a maggio 2017 anticipato dal videoclip Psychotarantadark (visibile su youtube). Nell’estate 2017 oltre a partecipare al Festival “Dallo Sciamano allo Showman” (www.shomano.it) collabora con l’artista visiva Francesca Cocchi dando luce al progetto visivo-sonoro “Leggende della Valle Camonica”. L’8 gennaio 2018 esce il videoclip del brano Distanze. Ha aperto a concerti/spettacoli di Giuradei, Bugo, Alessandro Mannarino e Giorgio Montanini (attore comico).

Ingresso libero

Start ore 21:30

Venerdì  23 marzo 2018 la stagione Live Music del Joy’s Pub di Bari presenta lo spettacolo di flamenco 2017_07_04_sl_2719_resized Noche de Soniquete del gruppo Aire Flamenco Sur di Roma. Il gruppo di  flamenco proporrà i vari stili del ‘baile’ flamenco interpretati da Sara Vallucci esprimendo sulla scena l’interiorità  e la personalità di questa danza che è più uno stile di vita e un modo di essere che una semplice ricerca estetica. Il risultato è un insieme di stili da quello più sensuale a quello più ritmico a quello più moderno. L’intento  è quello di proiettare lo spettatore nelle più suggestive atmosfere  flamenche, alternando ritmiche conturbanti a melodie suggestive. Influenze arabo indiane, innovazioni tematiche e armoniche, passione, ritmo, mistero e fascino cattureranno il cuore dello spettatore offrendo uno spettacolo affascinante…sicuramente indimenticabile.

Lo spettacolo inizia con  un’atmosfera più profonda e drammatica che riguarda la siguirija y martinete  per  poi svilupparsi in temi più allegri e di festa come la guajira, la buleria.

Tutto questo accompagnato dalle meravigliose ed emozionanti  note del compositore e  guitarrista Matteo D’Agostino il quale presenterà alcuni  brani del suo progetto musicale ” Aqui  Me Encuentro!”

2017_06_28_sv_1296_resized_1 “Vuol dire “Eccomi Qui!”, è lo spettacolo dove metto a nudo la mia sensibilità di interprete e di compositore. E’ una dichiarazione di amore per la musica e per un genere musicale, il flamenco, al quale sono dedito da più di 15 anni. Questo progetto musicale è il punto in cui si incontrano tutte le influenze musicali che ho assorbito e che negli anni mi hanno emozionato, prendendo la forma del flamenco, la musica con cui risuono di più attualmente. Il concerto quindi si presenta come un insieme di composizioni originali, basate sulle forme degli stili musicali flamenchi (palos) più conosciuti, come Buleria, Alegrias, Tangos, Rumba, ecc… il tutto influenzato da altri generi musicali come il jazz, bossa-nova, musica classica.  

Il Flamenco, è una cultura popolare, fatta di terra, di sole e di mare, come l’Andalusia. E’ la cultura con cui un popolo, quello gitano, ha saputo riscattare la sua condizione di segregazione, creando un’arte che veicola sentimenti profondi e stati d’animo che vanno dal primitivo al sublime. È una musica che ha saputo essere colta ed influenzare compositori come Isaac Albéniz, Joaquín Rodrigo, Manuel de Falla. È divenuta poesia, passando per le mani di Federico García Lorca e Rafael Alberti. È una danza forte e suggestiva. È una cultura viva, che tuttora permea profondamente il sud della Spagna e i suoi abitanti.!”

Matteo D’Agostino

Guarda qui

Start ore 21,30

Ingresso libero

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