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Venerdì  23 marzo 2018 la stagione Live Music del Joy’s Pub di Bari presenta lo spettacolo di flamenco 2017_07_04_sl_2719_resized Noche de Soniquete del gruppo Aire Flamenco Sur di Roma. Il gruppo di  flamenco proporrà i vari stili del ‘baile’ flamenco interpretati da Sara Vallucci esprimendo sulla scena l’interiorità  e la personalità di questa danza che è più uno stile di vita e un modo di essere che una semplice ricerca estetica. Il risultato è un insieme di stili da quello più sensuale a quello più ritmico a quello più moderno. L’intento  è quello di proiettare lo spettatore nelle più suggestive atmosfere  flamenche, alternando ritmiche conturbanti a melodie suggestive. Influenze arabo indiane, innovazioni tematiche e armoniche, passione, ritmo, mistero e fascino cattureranno il cuore dello spettatore offrendo uno spettacolo affascinante…sicuramente indimenticabile.

Lo spettacolo inizia con  un’atmosfera più profonda e drammatica che riguarda la siguirija y martinete  per  poi svilupparsi in temi più allegri e di festa come la guajira, la buleria.

Tutto questo accompagnato dalle meravigliose ed emozionanti  note del compositore e  guitarrista Matteo D’Agostino il quale presenterà alcuni  brani del suo progetto musicale ” Aqui  Me Encuentro!”

2017_06_28_sv_1296_resized_1 “Vuol dire “Eccomi Qui!”, è lo spettacolo dove metto a nudo la mia sensibilità di interprete e di compositore. E’ una dichiarazione di amore per la musica e per un genere musicale, il flamenco, al quale sono dedito da più di 15 anni. Questo progetto musicale è il punto in cui si incontrano tutte le influenze musicali che ho assorbito e che negli anni mi hanno emozionato, prendendo la forma del flamenco, la musica con cui risuono di più attualmente. Il concerto quindi si presenta come un insieme di composizioni originali, basate sulle forme degli stili musicali flamenchi (palos) più conosciuti, come Buleria, Alegrias, Tangos, Rumba, ecc… il tutto influenzato da altri generi musicali come il jazz, bossa-nova, musica classica.  

Il Flamenco, è una cultura popolare, fatta di terra, di sole e di mare, come l’Andalusia. E’ la cultura con cui un popolo, quello gitano, ha saputo riscattare la sua condizione di segregazione, creando un’arte che veicola sentimenti profondi e stati d’animo che vanno dal primitivo al sublime. È una musica che ha saputo essere colta ed influenzare compositori come Isaac Albéniz, Joaquín Rodrigo, Manuel de Falla. È divenuta poesia, passando per le mani di Federico García Lorca e Rafael Alberti. È una danza forte e suggestiva. È una cultura viva, che tuttora permea profondamente il sud della Spagna e i suoi abitanti.!”

Matteo D’Agostino

Guarda qui

Start ore 21,30

Ingresso libero

Fervono a Bari i preparativi per una delle grandi feste riconosciute anche a livello mondiale. Il 17 marzo si festeggia il ST. PATRICK’S DAY. E’ Celebrato in tutto il mondo: gallo_imm_prof USA, Canada, Australia, Francia, Argentina, l’isola caraibica Montserrat, Russia, Giappone. Tutte le comunità irlandesi nel mondo festeggiano questo appuntamento di integrazione e socializzazione ed il Joy’s Pub, nel suo stile tipicamente Irish e come tutti i pub irlandesi anche a Bari, a partire dal 16 marzo ha programmato una serie di appuntamenti che vi coinvolgeranno fino al 18 marzo. Musica, danze, ballate, costumi e maschere a tema con gadget e premi a suon di birra saranno i motivi per non perdere l’occasione di divertirsi e stare insieme all’ insegna dello spirito di condivisione e amicizia che si vive in Irlanda. Tutti gli amici di sempre ed i nuovi approfitteranno dell’occasione per ritrovarsi e vivere in questo periodo dell’anno un momento di sano svago.

Ecco il programma degli appuntamenti e degli eventi organizzati al Joy’s Pub.

CELEBRATION

#stpatrickinjoys

Dal 7 al 17 marzo – GIVEAWAY – Concorso online a premi sulla pagina Facebook del Joy’s Pub. Premiazione domenica 18 marzo alle ore 23,00

- Venerdì  16 marzo, ore 21,30 – THE LAND OF SAINTS AND SCHOLARS – Promossa in collaborazione con la My English School di Bari, la serata all’insegna dei colori e delle tradizioni Irlandesi. Partecipa alla festa indossando abiti colorati a tema.

17264246_10154949732166399_4500744845736586405_n - Sabato 17 marzo, ST. PATRICK’S DAY;

- dalle ore 13,00 – RUGBY SIX NATIONS: ITALIA SCOZIA. Apertura straordinaria a pranzo nel giorno di San Patrizio. In diretta tutto il Rugby dell’ultima giornata del SIX NATIONS 2018

- dalle ore 20,00 – La grande festa della comunità Irlandese di Bari al Joy’s Pub. Musica, danze, ballate, birra, gadget e amici per condividere un momemto di sana convivialità.

- Domenica 18 marzo – BAND HISTORY TOUR and GIVEAWAY AWARDS gallo

- ore 21,00 – BAND HISTORY TOUR Organizzato e promosso con la collaborazione di POP TV, inaugurazione dello spazio di promozione delle nuove tendenze musicali sul territorio! Il programma, condotto da Carlo Chicco e Marco Protano sarà in onda sul canale streaming di POP TV.

- ore 22,30 – GIVEAWAY – Le estrazioni dei premi in palio per il concorso online sulla pagina del Joy’s Pub ( PARTECIPA)

Poi l’unica cosa che vi rimane da fare è …prendetevi un giorno di ferie lunedì 18 marzo perchè ne avrete bisogno !!!!!

Happy St. Patrick’s to everyone at Joy’s Pub !

 

Biografia del St. Patrick’s Day (www.irlandando.it)

Sembrerà strano ma l’evento principale del calendario irlandese non nasce in Irlanda, ma vede i primi festeggiamenti a Londra e in America.
Per cominciare, la più remota testimonianza di un St. Patrick’s Day, celebrato fuori dall’Irlanda, è fornita daJonathan Swift, l’autore dublinese de Iviaggi di Gulliver.
Nel suo Diario a Stella lui annotava che nel 1713 il Parlamento di Westminster era chiuso perché era St. Patrick’s Day e che Londra era talmente piena di decorazioni da pensare che tutto il mondo fosse irlandese.
Approdando in America, invece, il primo incontro di irlandesi in onore di S. Patrizio risale al 17 marzo 1737 a Boston. Nonostante oggi la festa di San Patrizio sia strettamente legata ai cattolici, è bene precisare che allora i protagonisti dei primi festeggiamenti furono dei Protestanti irlandesi emigrati in America e che, nella maggior parte dei casi, i cattolici erano rigorosamente esclusi. Solo più tardi, tra il XIX e il XX secolo, i cattolici si unirono alle celebrazioni del St Patrick’s Day.

gallo Gli irlandesi hanno rivestito un ruolo fondamentale nella storia americana. Durante la Guerra dei Sette Anni combatterono addirittura sia sul fronte inglese che su quello francese. Nel 1757 le truppe inglesi accampate a Fort Henry furono attaccate il giorno di S. Patrizio dalle truppe francesi. Il contingente francese era composto soprattutto da irlandesi. Questi pensarono che gli irlandesi nell’esercito inglese sarebbero stati i più deboli, vista la giornata di festa. Non considerarono, però, la furbizia del capitano irlandese, John Stark, il quale aveva dato ai soldati irlandesi una dose in più di liquore per festeggiare il St. Patrick’s Day!
I francesi furono così sconfitti!

La prima parata in onore di S. Patrizio si tenne a New York nel 1762: un gruppo di soldati irlandesi si stavano dirigendo a festeggiare il St. Patrick’s Day in una taverna, quando decisero di marciare dietro la loro banda e mostrare i loro stendardi reggimentali. Lo spettacolo deliziò a tal punto passanti e spettatori che da allora il 17 marzo vide sempre gli irlandesi d’America marciare a ritmo di melodie tradizionali irlandesi.

Anche durante la Guerra d’Indipendenza Americana furono portate avanti le celebrazioni del 17 marzo.
Il 17 marzo 1776 i Britannici liberarono la città di Boston e George Washington invitò i ribelli americani a prendere possesso della città, mentre nel 1778 l’esercito di Washington celebrò il St Patrick’s Day presso la Valley Forge.

Nel XIX secolo, durante la Grande Carestia che colpì l’Irlanda, milioni di irlandesi emigrarono in America per sopravvivenza e la mancanza di casa si trasformò presto in nostalgia. Perciò il St Patrick’s Day sembrò l’occasione perfetta per unirsi e celebrare la propria nazionalità. L’esempio militare aveva mostrato l’efficacia di marciare dietro a una banda al ritmo di ballate irlandesi, quindi nacque l’usanza di metter su una parata tinta di verde per alimentare lo spirito patriottico.

Nel XX secolo le nuove generazioni di irlandesi d’America sono ormai parte integrante della società americana e festeggiare il St Patricks’ Day non serve solo a vantare le propri origini, ma anche a celebrare l’integrazione di successo nella società ospite.

 #sanpatrizio #stpatrickinjoys #stpatricksday2018 #italia #puglia #bari #irlandainfesta #irlandesidentro #comunitairlandese #musica #party #irish #folk #guinness #birraverde #giveaway

Venerdì 2 marzo 2018 la stagione LIVE MUSIC del Joy’s Pub di Bari ospita il folksinger calabrese AL THE COORDINATORAl the coordinator è Aldo D’Orrico. Nasce nel 1979 a Cosenza e possiede una voce acuta e graffiante, tale da rovinare le pareti dei luoghi in cui si esibisce. al-the-coordinato-fotopromo2 Romanticamente innamorato del metal (tra le sue prime passioni) e fortemente predisposto alla musica d’autore, all’età di 13 anni imbraccia la sua prima chitarra.

Diventa chitarrista dei Miss Fräulein, dalla cui formazione nascono due album autoprodotti (Tob was my monkey e Aprofessionaldinnerout) e un terzo per Mk Records e Indipendead records, The Secret Bond, cui seguono esibizioni in tutta Italia: Heineken Jammin’ Festival, Ypsigrock e Arezzo Wave compresi.

Aldo prende lezioni dal maestro Lutte Berg e perfeziona i suoi rudimenti di blues e rock’n’roll nei Texaco Jive di J.J. Guido, vera formazione-scuola per musicisti, che diventa internazionale quando la band è chiamata ad accompagnare le tournée italiane della cantante newyorkese Amy Coleman.

Nel 2008 fonda insieme a Mario D’Orrico (mandolino) i Muleskinner Boys, con cui porta in giro il verbo del bluegrass; genere, questo, di cui apprende i segreti dal grande chitarrista acustico Russ Barenberg

Fa inoltre parte con la sua chitarra del progetto Kyle di Michele Alessi (Captain Quentin) e dell’ensamble4+20 con Mirko Onofrio e Stefano Amato (entrambi nella Brunori Sas).

Al The Coordinator è l’ultima declinazione della musica di Aldo.
Blues, bluegrass, folk: tutto si fonde nella sintesi di chitarra e voce, alla base del suo orizzonte sonoro.

Join The Coordinator è stato pubblicato il sei maggio per La Lumaca Dischi e Gas Vintage Records

Ascolta qui

Ingresso libero

Info 0805542854

 

Venerdì 23 febbraio 2018 alle ore 21,30, in occasione del MESTour promosso da MEST Comunità a regola d’arte”, ospite del Joy’s Pub di Bari, ci sarà MISGA nel suo  special tour duo in acustico. MISGA è un progetto pugliese, misga-3 un’anima verde dalle sfumature magenta, fondato dal cantautore Michele Sgaramella.

Esordisce nel 2014 con Dammi Dammi, singolo che anticiperà il primo album MICAMICAPISCI (Etichetta FREECOM di Doc Servizi). Nel 2016 in occasione del MICAMICAPISCI TOUR si esibisce, con Marco Sgaramella alla chitarra, nelle pediatrie della BAT in collaborazione con i clown dottori della Onlus “In compagnia del sorriso”, dimostrando una grande sensibilità verso le tematiche sociali. Si fanno notare in alcuni live club d’Italia portando dal vivo la spensieratezza e la positività che li contraddistingue. Nel 2017 i due ragazzi di Andria sono finalisti al Premio De Andrè con Scontrare la morale, singolo ricco di speranza e rivolto alle nuove generazioni affinchè non perdano mai la forza e “il coraggio di remare”.

Sono sul palco per esclusivi opening act di artisti del calibro di: Omar Pedrini (Music:Control – Molfetta – BA), Caparezza (Santeramo – BA), Erika Mou (Medimex Kids – Andria – BA), Roy Paci (Salento Beer Village – Galatina – LE), Après la Classe (Demodè – Modugno – BA)

Nel 2016 e nel 2017 sono vincitori di Pugliasounds export e portano la loro musica anche all’estero toccando Valencia, Dijon, Liegi, Berlino, Bruxelles e Parigi (in queste ultime due come backing band per Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti).

La primavera 2018 li vedrà esibirsi in uno special tour duo in acustico proprio a partire dal Joy’s Pub.

Estratti Rassegna Stampa

“I giullari di Federico II sono una band da ascoltare dal vivo…con il loro pop scanzonato, ossessivo e leggero rinforzato dal funky… sicuramente da tenere sott’occhio… tifiamo per loro…” Gazzetta del Mezzogiorno

“Il disco è composto da sette brani che viaggiano fra il pop-rock, un pizzico di funky e un pezzo di chiusura che fa pensare al tango. I Misga danno prova di grande talento” Valentina Ecca – Rockit

“…Pop-rock fresco e sbarazzino…c’è un gusto quasi “etnico” che lavora ogni tanto sotto traccia…un gruppo che fa muovere testa e piedi” Riccardo Cavrioli – Indie Roccia

“Schemi pop non scontati e molto vicini alla melodia italiana…spiccano tra molti gruppi simili…l’ottimismo ed il positivismo di chi non è cieco di fronte alle brutture del mondo ma che ha deciso di reagire con il bello e con la creatività” Iyenzine

“Alzano il volume e usano ritmi alti ottenendo sensazioni power pop…“Fame” parte piano ma esplode in fretta con un testo che si avvicina alla denuncia sociale, in modo sincero e intenso…” Traks

“Band pugliese che sa egregiamente destreggiarsi tra il cantautorato atipico del nuovo millennio e il rock conosciuto… una musica che dà corpo ad un pensiero…una band che fa respirare la sensazione di innovazione e nel contempo le difficoltà della vita” Indiepercui

Video

Scontrare la morale – https://www.youtube.com/watch?v=OAaLf0WIv_c [ official ]

Pazzi e felici – https://www.youtube.com/watch?v=mQf3e7USQmA [ acoustic duo ]

Dammi dammi – https://www.youtube.com/watch?v=pRDkn80dnZ8 [official ]

Micamicapisci (guarda il video)

coverevento-01 Il MESTour è una serie di appuntamenti promossi dai soci cooperatori MEST per inaugurare la nostra Comunità. Dal 20 Febbraio al 10 Marzo vieni a trovarci a Madonnella.

Start ore 20,30

Ingresso libero

Venerdì 16 febbraio 2018 alle ore 21,30 ospite della Live Music 2018 promossa dal Joy’s Pub di Bari, sarà la BeDixie – dixieland jass band, presentati da Lobello Records. BeDixie – dixieland jass band è un viaggio musicale che rappresenta un immaginario colmo di bellezza e passione. dixieland-jass-band Lo stile Dixieland della New Orleans negli anni ’20 è un’ispirazione forte che si mescola a un itinerario fatto di locomotive sbuffanti, bottiglie mezze vuote, tabacco stagionato e lo strumento sempre al fianco, come il migliore amico. Perché quando la festa comincia, la musica deve essere quella giusta.

BeDixie percorre sentieri poco battuti perché difficili da perseguire se non con elevata capacità tecnica, sensibilità poetica e grande spirito di gruppo. Quello che si respira tra i giovani e talentuosi musicisti che compongono la band. Una formazione modulare fino a otto elementi, per uno spettacolo in divisa dixieland rigorosamente in acustico, che trova la sua massima espressione per strada in puro stile marching-band. Un intreccio polifonico, uno sviluppo armonico collettivo che colma ogni vuoto, in modo da non infrangere il mood sonoro in cui musicisti e pubblico interagiscono.

Dal Jazz delle origini di New Orleans fino allo swing, volando nel tempo e nelle musiche del mondo fino alle fanfare balcaniche.

ascolta qui

Start ore 21,30

Ingresso libero

Venerdì 9 febbraio 2018 ore 21,30, la Live Music del Joy’s Pub presenta la cantautrice marchigiana Serena Abrami. Il 9 dicembre 2016 è uscito il suo secondo album “Di imperfezione”. serena_acustica_banner_evento Dopo l’anteprima streaming dell’album su Ondarock, il primo singolo “Credo” finisce nella compilation di dicembre di Rockit, mentre il video del secondo singolo “Di imperfezione” viene pubblicato in anteprima su Rockerilla. Il video del terzo singolo “Forse è culturale” è uscito il 2 luglio in esclusiva su Coming Soon, mentre il video del remix dell’inglese Howie B in esclusiva su Rockit.

Le nuove undici tracce sono state registrate tra il Nufabric Basement di Fermo ed il Panic Botton Studio di Londra sotto la guida del fonico Steve Lyon (Cure, Depeche Mode) e masterizzate da Pete Maher (The Rolling Stones, U2). L’ indirizzo sonoro è curato da Serena e dal chitarrista Enrico Vitali, a cui si aggiungono Mauro Rosati (synth e pianoforte) e Marcello Piccinini (batteria) per le fasi di scrittura, arrangiamenti e registrazione.

L’attuale suono della band mescola atmosfere BritPop e Folk Rock. Tra le influenze: Joni Mitchell, Feist, Beth Gibbons e Smoke Fairies, senza dimenticare i grandi cantautori italiani.

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Con un’intensa attività live alle spalle e sul palco sin da piccola, Serena ha collaborato con diversi artisti italiani come Fiorella Mannoia, Max Gazzè, Cristina Donà, Gnu Quartet, Musica Nuda, Paola Turci, Marina Rei, Perturbazione, ed internazionali (Suzanne Vega, Terra Naomi); ha partecipato a trasmissioni televisive tra cui “Top of the pop’s”, “Quelli che il calcio, “Music Box e radiofoniche nazionali (“Barbarossa Social Club”, “StudioMax”, “Rai Internazional”, “Notturno Italiano”, “Start!”, “Via Asiago live”, “Radio Italia”…).
Serena esordisce discograficamente con “Lontano da tutto” (EMI – 2011); l’album contiene “Tutto da rifare” scritta da Ivano Fossati (pezzo inserito a sua volta in “Pensiero Stupendo – Le canzoni più belle e famose di Ivano Fossati interpretate dai più grandi artisti italiani) e “Lontano da tutto”, brano scritto e pensato per lei da Niccolò Fabi, con la quale partecipa al Festival di Sanremo 2011 nella categoria “Nuove Proposte” classificandosi quarta. In seguito viene pubblicato il videoclip diretto da Rocco Papaleo e che vede la partecipazione del giovane attore Paolo Briguglia.
Lo stesso anno duetta con Max Gazzè nel singolo “Scende la pioggia (da un’ora)” e nel 2012 incide il singolo “Ottobre” insieme a Tommaso Cerasuolo, voce della band Perturbazione, sotto la produzione di Luca “Vicio” Vicini dei Subsonica.

Guarda Il Video 

Ingresso libero

Consigliata la prenotazione

Venerdì 3 novembre la nuova stagione Live Music al Joy’s Pub di Bari presenta in concerto, per la prima volta in Italia, dall’Iowa (USA) CHRISTOPHER THE CONQUERED presenta il suo album “I’m giving up on Rock&Roll” [Maximum Ames Records]. cristopher-1

“Leggi tra le righe. Non mi riferisco alla musica”, spiega Christopher. “E’ l’idea del Rock&Roll come metaforico snaturarsi. Vivere dietro una maschera o una facciata non è un modo sano di vivere. E’ questo a cui sto rinunciando. La gente ama il Rock&Roll ed io stesso amo il Rock&Roll. Ma la persona che sono sul palco è la stessa che sono anche quando scendo dal palco.”

E’ questa specie di pura onestà che definisce le nove tracce dell’album ed è anche per questo che ha scatenato un vero e proprio caos nel 2015. Il cantante, compositore ed esecutore dello stato dell’Iowa ha pronunciato una dichiarazione musicale impossibile da ignorare.

Nell’estate del 2015, ha condiviso il palco con Natalie Prass e le ha dato una prima copia del suo album. Lei, a sua volta, l’ha passata a Ryan Adams che l’ha postata su Twitter ed Instagram definendola “pazza ed incredibile”. Poco dopo, Christopher è finito sulla copertina di Reddit e su Billboard nel momento in cui il singolo “I’m giving up on Rock&Roll” raggiungeva rapidamente la soglia dei 60.000 ascolti su Soundcloud. Questo ha spianato la strada al rilascio dell’album nel 2016.

“Volevo che questa fosse un’esperienza coerente e che facesse viaggiare l’ascoltatore” dice anche. “Quest’album mi ha messo a nudo; questo sono io.” “Quest’album non è per me,” conclude dicendo. “L’arte accade quando sei da solo col pianoforte. Ho tratto la mia soddisfazione da quella parte del processo. Adesso ho creato qualcosa per il mondo. Voglio che le persone riflettano sulle loro vite e su ciò che stanno facendo nel momento in cui ascoltano e sentirsi felici. Non c’è motivo per vivere una farsa o costretti dagli obblighi oltre la tua stessa passione e l’amore. Quest’album parla di ciò.”

cristopherTracciando le linee della registrazione dalle melodie del pianoforte e dei corni nel suo seminterrato nell’Iowa, Christopher aveva già pronta  una visione chiara del risultato quando entrò agli Ardent Studios a Memphis con il produttore Patrick Tape Fleming. Per questo, per produrre l’intero album ci sono voluti solo nove giorni.

La sua musica oscilla tra il liricismo pensieroso, i fiati paradisiaci e le risonanze sui passi della splendida elegia “On My Final Day”.

“Voglio sempre che la gente si concentri sui testi”, dice. “Ascoltare una canzone significa contemplare il modo in cui impieghi il tuo tempo e l’unica vita che hai. Fa un bell’effetto chiedere ‘che impronta ho lasciato?’”

Tutto culmina sulle corde e chitarre delicate di “I’m not That Famous Yet”, in cui il modo modesto di filosofeggiare di Christopher raggiunge vette divine ampie quanto la sua estensione vocale.

https://www.youtube.com/watch?v=2XlQjIxYqnU&list=RD2XlQjIxYqnU#t=14,

Start ore 22:00

Ingresso libero

 

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