Diario di bordo della Seconda serata dei quarti di finale per Una voce da pub scritto da Luciana Manco

In gara: Pamela Chiarappa, Nunzio Mastrangelo, Paola De Luisi. Doveva esserci un quarto concorrente, ma ha dato forfait all’ultimo momento, per cui eviterò anche di nominarlo. Inizio subito invece con la premessa doverosa che dai tre concorrenti in gara ieri mi sarei aspettata molto di più. Ma andiamo con ordine. Prima a salire sul palco, invitata dal nostro paola de luisi anchorman Antonio Tuzza, è Paola De Luisi, che canta Against all odds di Phil Collins e Lo scrutatore non votante di Samuele Bersani. 

Il primo è un pezzo che può certamente collocarsi tra i più belli di sempre, e Paola riesce comunque a dargli il giusto rispetto, anche se sul palco è praticamente assente. Si tiene marginale. E’ come sentire solo la sua voce, che fortunatamente è una bellissima voce, e incanta. Ma in un pub è molto importante, direi fondamentale, la presenza scenica. Eppure trovo che la sua eleganza sia un dono da valorizzare, per costruirsi una personalità che la renda più potente, più presente, più sicura di sè. Il secondo brano non l’ho molto capito. Sì che Bersani scrive testi senza dubbio profondi e alti qualitativamente, ma penso che Paola avrebbe potuto scegliere di meglio per valorizzare il suo timbro dolce, femminile, capace di fragilità emozionanti e di una forza inaspettata. Segue nunzio mastrangelo Nunzio Mastrangelo, con Sunshine of your love dei Cream e Un giorno in più di Renga. E’ evidente che in quanto a cultura musicale italiana si scarseggia un po’, in linea generale. Che si tende quasi all’autolesionismo, per quanto mi riguarda, con brani come questo di Renga. Ma Nunzio ha una voce che forse lo stesso Renga invidierebbe, ed è quindi capace di regalarci un’esibizione di grande livello, anche se non si può dire che abbia brillato. Tocca infine a Pamela Chiarappa, che canta Please, please, please, let me get what I want degli Smiths, che già di per sè va a toccare l’anima di chiunque lo abbia ascoltato almeno una volta, in più l’emozione di Pamela mette il carico, e si sente, netto, il risultato sulla pelle. Si esibisce poi in Ordinary world dei Duran Duran, soffermandosi prima a spiegare il significato del testo, che è un’ottima mossa per accattivarsi il pubblico e per catturare l’attenzione, cosa che un cantante all’interno di un pub (così come, mi auguro, nel più grande degli stadi, in futuro) deve essere capace di fare.

Piccola pausa e si passa alla seconda parte della gara. Paola canta The queen and the soldier di Suzanne Vega, spiegando al pubblico, anche lei, di che tipo di brano si tratta, e Butterfly di James Mraz. E’ in quest’ultimo brano, a mio parere, che Paola dà il meglio di sè. Rinasce davvero come una farfalla. Vorrei che si sentisse così, sul palco. Vorrei che ci fosse. Che si muovesse. Che si lasciasse andare. Che prendesse consapevolezza del suo corpo, del suo viso, che non si tenesse tutto dentro, che ci portasse lì in quel posto dove arriva lei, con le emozioni. Perchè è in grado di farlo, ma ci rende il viaggio difficile, quando potrebbe essere molto più facile e leggero. Nunzio torna sul palco con Rock and roll all nite (e non night) dei Kiss e Grace di Jeff Buckley. Io ho l’impressione, come ho detto durante la serata, che Nunzio tenda a rendere ogni brano pop. Cosa che certamente a lui non fa piacere sentire, dal momento che il suo animo rock è, a detta sua, molto forte. Ma ha necessità di sporcarsi. Di essere meno perfetto. Di trovare la giusta espressione pamela chiarappa vocale, perché la tecnica è già infallibile. Io penso che a volte una debolezza sia mille volte più emozionante di una nota perfetta. Penso che, come avviene per il corpo, la voce necessiti anche di imperfezioni per essere unica. Chiude la serata Pamela Chiarappa con One for all di Tuck & Patti e Anche un uomo di Mina. L’abbassamento di voce che lei stessa sottolinea dopo l’esibizione (cosa che, ennesimo piccolo rimprovero: non si dovrebbe mai fare), dà invece ai brani un colore che io ho molto apprezzato. Una dimensione quasi più intima, una ricerca più difficile, forse, per arrivare però comunque alla metà, in maniera più sentita, più concentrata. Per la serie “non tutti i mali vengono per nuocere”. E se vengono non sottolineamoli. :)

Passano, alla fine, Paola e Pamela, la prima per la giuria popolare e la seconda per quella tecnica. Ci aspetteremo ancora molto. Ci si aspetta sempre molto da chi vale molto. Alla prossima!

Prossimo appuntamento martedì 8 aprile.

In gara MARIA CRISTINA GRANDE, CARLO BOCCUZZI, FRANDESCA DI COSTE, VALENTINA ADDABBO.

Venite e votate il vostro preferito

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