Diario di bordo della terza serata dei quarti di finale per Una voce da pub scritto da Luciana Manco

 Gli artisti in gara: Carlo Boccuzzi, Valentina Addabbo, Maria Cristina Grande e Francesca Di CosteUna gara che si preannuncia difficile, di altissimo livello, presentata dal musicista Antonio Tuzza

Sale sul palco per primo Carlo Boccuzzi, con Controvento di Arisa e Soak up the sun di Sheryl Crow. carlo boccuzzi Personalmente amo la presenza scenica di Carlo. La sua voce calda alla Elvis Costello, come ci fa notare Antonio Tuzza. Sento che quando si esibisce si lascia andare davvero, che si dedica totalmente al pubblico, con sincerità, con emozione, e questo a mio avviso è un atteggiamento raro, sicuramente contrapposto a quello di molti “personaggi” carichi di sovrastrutture studiate a tavolino. Apprezzo quindi molto la sua esibizione, anche se mi aspettavo qualcosa in più, ancora più pathos. Subito dopo Carlo si esibisce Valentina Addabbo, con King of sorrow di Sade e Malo di Bebe. La voce di Valentina è bellissima, una delle più riconoscibili del contest, potente, ben modulata, e lei ne ha una padronanza invidiabile. Non ho personalmente molto apprezzato la scelta di Malo, per quanto il messaggio che Valentina ha voluto lanciare è certamente molto profondo e condivisibile, dal momento che il brano, come lei stessa ha tenuto a sottolineare, parla della violenza sulle donne. Ma per quanto lei lo abbia cantato perfettamente, non lo sentivo ben aderente al suo mondo, probabilmente sbagliandomi.

maria cristina grande Tocca poi a Maria Cristina Grande, che canta Per causa d’amore di Mario Venuti e I was made for loving you dei Kiss. Maria Cristina è una donna forte, che mette la sua vita in ciò che canta, ed io questo lo sento. Sento la sua esperienza, sento la sua maturità, sento quello che non conosco, e questo mi emoziona. Si lascia andare, si dosa, si muove tra le note con dolcezza ma anche con violenza. Riconosco il suo carattere. Una caratteristica importantissima per un’artista.

Chiude questa prima parte della serata Francesca Di Coste con Up around the bend dei Creedence Clearwater Revival e One of us di Joan Osborne. Francesca quando canta si perde. Lo si sente, lo si vede nei suoi occhi socchiusi, nel suo modo di muoversi. Tiene il pubblico in una tensione emotiva molto bella, potente. Il suo timbro è, anche in questo caso, uno dei più belli. Sono quattro artisti con voci uniche. Francesca esegue egregiamente i brani, specie quello dei Creedence.
Piccola pausa e si riprende con Carlo, che canta This is the life di Amy MacDonald e That I will be good di Alanis Morissette. Io credo che Carlo avrebbe potuto scegliere meglio i suoi brani, perché vedo in lui un potenziale davvero altissimo che ha a che fare con gli estremi, con la più sottile delle fragilità alla più spontanea delle tempeste. Forse deve ancora prendere coscienza di ciò che più lo guida, ma per me personalmente è uno dei migliori interpreti di questo contest. valentina addabbo

Valentina Addabbo canta Money’s too tight (to mention) dei Simply Red e Quello che dei 99 Posse. Entrambi eseguiti in maniera personale e spontanea, con la sua solita capacità di rapire gli ascoltatori.

Maria Cristina canta Tears in heaven di Eric Clapton e My man’s gone now di George Gershwin. Purtroppo credo che in questa seconda fase Maria Cristina abbia troppo giocato d’eccesso, risultando a volte troppo teatrale, così come la stessa giuria le fa notare. Anche se sono certa che questa sia una caratteristica naturale, per lei, che faccia parte del suo carattere, ma purtroppo il pubblico va avvicinato, a mio avviso, con più attenzione.

Francesca chiude la serata con Honky Tonk Woman dei Rolling Stones e Hotel Supramonte di Fabrizio De Andrè, affascinando tutti con la sua interpretazione sentita e piena, che conferma la sua grande presenza scenica e la sua capacità di comunicare ogni emozione.

La giuria tecnica si ferma quindi a fare la somma dei voti apposti sulle schede, mentre vengono conteggiate anche le schede del pubblico presente, e a passare il turno, infine, sono: Valentina Addabbo e Francesca Di Coste.

francesca di coste Chiudo questo mio “resoconto” ringraziando ancora il pubblico, che con la sua educazione e partecipazione rende meravigliose queste serate, e il Maestro Rosario Le Piane, per la sua incredibile capacità di portare tutto ad un livello professionale raro da raggiungere in così poco tempo, dal momento che i ragazzi, voglio sottolinearlo, preparano i loro brani insieme al Maestro il pomeriggio stesso e in pochissimo tempo.

Prossimo appuntamento martedì 15. Non mancate!

Luciana Manco

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