Joy’s Shop Irish Pub è uno dei locali storici più ricercati delle serate baresi. Pub in perfetto stile irlandese, da sempre apprezzato per l’accoglienza e la qualità del servizio che lo rendono, nel vero senso dell’idioma anglosassone, una “public house”. Il Joy’s Pub infatti, è un luogo accogliente in cui famiglie, professionisti, studenti, impiegati giovani e meno giovani, dismettono i panni di una giornata routinaria, per trascorrere alcune ore di relax in un ambiente caldo e confortevole. È il ritrovo ideale per coloro che si vogliono avvicinare alla tradizione irlandese e sentirsene parte integrante. 

 

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Dove l’amicizia cresce anche 
quando il mondo Capitombola

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Venerdì 20 aprile alle ore 21,30 la Live Music del Joy’s Pub presenta i POOR BOYS in concerto. Inizialmente il gruppo era un trio, dotato di armonicista. Sperimentando con vari bassisti, scelgono la strada del duo. Chitarra e batteria, così sui denti. Fu registrato un primo ep con il trio (sempre con il nome Poor Boys), poor-boys-1 disco che per un po di tempo ha visto il gruppo impegnato in giro per l’Italia.

Adesso le cose sono cambiate, e i POOR BOYS hanno buttato fuori un nuovo Ep “ROOTS“, che vede Ste Barigazzi ed Enrico Zanni picchiarsi, sporcando di sangue le tracce a cui hanno lavorato duramente. “ROOTS” rappresenta le radici musicale del duo. Contiene 8 tracce che spaziano dal blues di Robert Johnson, Muddy Waters e alcune ballate, tutte rivisitate in elettrico. In questi anni la band ha partecipato a vari Festival Blues come: Spiagge Soul, Italian Blues River, Blues Made in Italy, Rootsway, Bellinzona Blues Session, Ameno Blues, Sogliano Blues, Have Mercy Blues Festival, Malcesine Blues Festival, Capo d’Orlando Blues, Blues in Carrozzeria, Levico Terme Blues Festival.

ste-2 Biografie

Ste Barigazzi: Chitarra e voce. Inizia suonando la batteria, poi passa all’armonica a bocca, per poi trovare definitivamente la strada nel canto e nella chitarra, sia acustica che elettrica, dove maggiori opportunità di espressioni gli balzano davanti. Nato con il Blues, amante del Soul, del Reggae e della buona musica in generale. Musica bella che non ha nemmeno bisogno di essere “catalogata” nel concetto di “genere musicale”. Enrico Zanni: Batterie e percussioni. Inizia a suonare la batteria suonando Hard Punk, per poi cimentarsi in vari generi tra il Rock and Roll e il Rockabilly per molti anni. Studia Jazz e si avvicina al Blues, dove riesce a sperimentare in modo ottimo tutte le sue conoscenze. Ritmica della band, il motore incessante

https://www.youtube.com/watch?v=FUam-nrvTsc&t=45s

https://www.youtube.com/watch?v=g_2Jy-sy08o

Ingresso libero, ore 21:30

Venerdì 13 aprile 2018 alle ore 21,30 la Live Music del Joy’s Pub presenta in concerto in prima assoluta a Bari i VillaZuk, espressione della canzone cantautorale che si innesta di sfumature country, pop e reggae. I VillaZuk sono la fusione di caratteri stilistici variegati, villazuk-foto-logo-2018 mescolati in un calderone che ha ritmiche dinamiche, colori e tinte in levare, spiccato senso melodico e una scrittura immaginifica e dotata di innegabile espressività.

Ad aprile 2010 fanno la loro prima apparizione live e vincono il concorso nazionale Bsidemusicontest. A fine luglio dello stesso anno, arriva il loro primo album “…a colorare Libertà”. Il brano Fiorecrì viene scelto come sigla del video di presentazione del ConcertOne a favore del SI per il Referendum 2011, in Piazza del Popolo a Roma.

Il loro secondo album “Meno Male Robertino” esce a giugno del 2013. Co-produttore del lavoro è Angelo Sposato ed il suo Sud Studio. Il 16 ottobre dello stesso anno esce in anteprima esclusiva su Rockit il video di Tutt’uno, primo singolo estratto dall’album. I brani Fiorecrì e Tutt’uno fanno parte della compilation Meet’n’Radio, in rotazione su oltre 1000 tra Radio e WebRadio. Nello stesso anno i brani entrano nella classifica ufficiale Indie Music Like, la chart delle canzoni indipendenti più ascoltate in Italia.

Condividono palchi importanti con MANU CHAO, ALBOROSIE, GIULIANO PALMA, BRUNORI SAS, 24 GRANA, BANDABARDO’, PERTURBAZIONE.

Ad Agosto 2013 viene assegnato ai VillaZuk il Premio “San Francesco Saverio”, riconoscimento conferito ogni anno alle eccellenze Calabresi.

loc-variazione Nel 2014/2015 sono impegnati in un progetto, “La Musica per un nuovo inizio”, sulla musica e sulla scrittura delle canzoni, nella Casa Circondariale di Cosenza. Percorso, quest’ultimo, iniziato già nel 2011, dopo un corso di formazione a Zaandam in Olanda, nell’ambito del progetto Europeo PEETA, svolto nelle Case Circondariali di diverse nazioni e per la prima volta in Italia.

Dopo numerose date in tutto il Belpaese, i VillaZuk raggiungono la fase finale del concorso 1MFestival 2014, posizionandosi tra i primi 8 gruppi.  Vincono il “Premio della Critica Amnesty International – Voci per la Libertà 2014”. Nell’Ottobre 2015 vengono scelti da Radio3 Rai, MIUR e Accademia della Crusca come testimonial della Giornata ProGrammatica, durante la settimana della lingua italiana nel mondo. Ad ottobre 2016 viene assegnato ai VillaZuk il “Premio Ninfeo in Art”, per essersi distinti in Calabria nella categoria Musica.

A Luglio 2017 vincono la finale regionale del “Premio De Andrè”, premiati da Carlo Massarini. Ad Agosto 2017 partecipano poi alle semifinali nazionali del “Premio De Andrè” e vengono selezionati tra i 13 artisti che parteciperanno alla finale nazionale (marzo 2018). Ad Ottobre 2017 esce in anteprima su FanPage.it il video di Quando tutti dormono, singolo che si piazza subito nelle prime posizioni della classifica Indie Music Like e che anticipa l’uscita del terzo album della band, prevista nella primavera 2018.

Ingresso libero

Start ore 21:30

Guarda il video di Quando tutti dormono

www.villazuk.it

 

Venerdì 6 aprile in prima assoluta a Bari la Live Music del Joy’s Pub presenta “Aborigeni italiani”, il secondo album ufficiale del cantautore “romantico insurrezionalistaKamal  (al secolo Carlo Bonomelli) accompagnato dalla violinista Mirela Isaincu. tour-aborigeni-italiani
Siamo di fronte a un disco molto vario. Le canzoni del cantautore, sempre in bilico tra il serio e il faceto, sono condite in varie salse che vanno da atmosfere country alla rumba passando per il rock gotico, il pop quasi commerciale, il folk “agreste”, il coro da osteria, il rockabilly, la taranta ipnotica, una psichedelia piuttosto casereccia e chi più ne ha più ne metta. È un vero e proprio viaggio tra parole, suoni, emozioni, teorie strampalate, slanci di vitalità e introspezioni megagalattiche.
Elegante ma senza troppi fronzoli, eccentrico senza però arrivare al ricovero psichiatrico, esuberante ma senza oltrepassare di troppo la soglia del pubblico decoro, sociale senza cadere nelle trappole ideologiche, mistico senza bisogno di troppi rituali obsoleti… insomma un disco tutto sommato piuttosto equilibrato! Un album figlio del suo tempo. Niente di più e niente di meno.
Difficilmente catalogabile ma facilmente godibile.

Un lavoro piuttosto sostanzioso (17 tracce) atto a celebrare i suoi primi 10 anni di carriera solista. Coprodotto con Marco Giuradei (che ha suonato gran parte degli strumenti presenti nel disco ovvero batteria, percussioni, basso, tastiere, fisarmonica, cori e alcune chitarre) che si è occupato anche della registrazione e dell’editing presso il suo “Taverna Studio” a Provaglio d’Iseo (BS). Un disco fatto “alla svelta” (in circa una decina di giorni di full immersion) per mantenere un certo sapore fresco ed immediato, senza troppi fronzoli e rifuggendo dal rischio di perfezionismo (molto lontano dall’indole decisamente mercuriana di Kamal). Hanno partecipato alla registrazione del disco anche altri personaggi come la cantante Cecilia Carta (voce femminile e cori in “La pillola anti crisi 2017”), il rapper-cantautore Diego “Drama” Ghenzi (strofa rappata, scritta da lui stesso, nel brano “Psychotarantadark”), la cantautrice-violinista Mirela Isaincu (violino in diversi pezzi e voce/cori in “La fine del mondo”) e il chitarrista Nicola Panteghini (chitarre soliste elettriche, acustiche e banjo in diversi pezzi), membro degli Sdang! .

Ascolta qui

kamalindiaBiografia

Carlo Bonomelli, classe 1982, nato e cresciuto in Valle Camonica, è da sempre interessato all’espressione artistica, in particolare al disegno e alla pittura. La sua formazione scolastica è infatti legato alle arti visive avendo frequentato il Liceo Artistico a Lovere (BG) e successivamente l’Accademia di Belle Arti LABA a Brescia. Il suo interesse profondo per la musica nasce a metà degli anni 90. Dopo aver ascoltato la canzone Lust for life di Iggy pop inizia a sognare di suonare in una band (inizialmente la batteria, poi dopo aver scoperto gli Oasis inizia a sognare di suonare la chitarra e cantare). Di lì a pochissimo inizierà a strimpellare da autodidatta una chitarra classica abbandonata dal fratello minore. Nel frattempo scrive poesie, frasi, storielle. Alcune diventano fumetti, altri diventeranno poi col tempo delle canzoni. L’esordio sui palchi avviene nel 2001 come chitarrista/secondo cantante del gruppo ska-rocksteady Dr.Detroit & the pards (attivi dal 2000 al 2004). Nel 2002 fonda un’altra band dai suoni più duri e dall’attitudine più punk: The Catties (attivi dal 2002 al 2007) in cui oltre a scrivere il 90% delle canzoni (sia in italiano che in inglese) inizialmente suona la chitarra e canta, per poi passare nel 2004 alla sola voce, avendo esigenze di teatralità (molto in stile Alice Cooper) da portare sul palco. 

Nel 2007, oltre ad iniziare il suo progetto solista come cantautore (dopo una brevissima esperienza di duo cantautorale denominata Alfonso & Anacleto) organizza di tanto in tanto degli happening a metà strada tra il rock psichedelico e lo sciamanesimo, in cui canta improvvisando completamente tutto accompagnato da musicisti anche loro in fase di improvvisazione estrema. Questo progetto denominato DELIRIVM MAXIMVM EXTREMVM, seppur, fortunatamente, di brevissima durata, ebbe un grosso impatto sulla vita creativa di Carlo. Dopo un viaggio in Nepal, a fine 2007 Carlo Bonomelli inizia a fare i primi concerti come cantautore solista (chitarra-voce) utilizzando lo pseudonimo di Kamal detto anche Carlones (soprannome di ben più vecchia data, ispirato alla sua grande passione per la band Ramones) Kamal. Nella prima metà del 2008, dopo i primi concerti e l’incisione di un orribile demo casereccio (intitolato ironicamente Eh dai…c’è di peggio…(?)), se ne va a vivere per un po’ in Spagna, dove conosce Juanita, una chitarra spagnola che avrà un ruolo decisivo nell’evoluzione delle canzoni e del modo di suonare del cantautore. Qui ascolta tantissimo flamenco e flamenco-fusion e ne viene influenzato parecchio. Una volta rientrato in Italia, continua per un paio d’anni a fare concertini qua e là e incide un altro paio di CD demo: Eravamo un paese di poeti, santi e navigatori e Tre ballate (scostumate) per l’estate, stavolta abbastanza ben fatti, “pubblicati” (esclusivamente in circuti ultra underground) entrambi nel 2010. Nello stesso periodo fonda anche il duo avanguardista ultrasperimentale Fratelli Angoscia, progetto di breve ma intensa durata. Nel novembre del 2010 parte per l’Australia e non si fa più vedere alle nostre latitudini fino a metà febbraio del 2013. Torna, dopo aver visitato mezzo mondo, in Valle Camonica spaesato, confuso, estremamente incasinato. Piano piano riprende in mano le situazioni musicali italiane abbandonate qualche anno prima, le mischia con quelle maturate qua e là per il Mondo. A settembre dello stesso anno esce il suo primo disco ufficiale La bacchetta magica e altre storie… Realizza anche dei videoclip di canzoni provenienti dal disco ovvero Ma li sentite voi..? e La canzone di Biis Matino, visibili su youtube.

Nel 2014 entra in una crisi esistenziale profonda. Più volte pensa di abbandonare la musica. Tuttavia decide, seppur a stenti, di continuare. Nella primavera del 2015 torna in studio per registrare quattro nuovi pezzi: tre inediti più un remix, tutti in lingua inglese. Questi pezzi vedranno la luce il 12 giugno 2015 (ad esattamente trentatrè anni dalla nascita del cantautore) sottoforma di EP intitolato Don’t think too much. Del brano che da il titolo all’EP è stato realizzato anche un videoclip. Gli ultimi due mesi del 2015 li trascorre in Gran Bretagna con l’intento di trasferircisi definitivamente. A Liverpool oltre a lavorare in un ostello fa il musicista di strada e partecipa a numerose serate “open -mic” suonando alcuni suoi pezzi anche al celebre locale Cavern . Il grigiore del clima anglosassone e la nostalgia del sole (seppur nella sua Valle non è che abbondi poi chissà quanto…) lo convincono a rientrare in Italia giusto in tempo per festeggiare il capodanno 2016. Con l’arrivo del nuovo anno decide di abbandonare i vari nomi d’arte (percepiti come maschere) e utilizzare il suo nome di battesimo Carlo Bonomelli. Nella primavera dello stesso anno viene scoperto durante un concorso dall’etichetta milanese Palbert Music che gli produce il singolo/videoclip del brano La pillola anti crisi (visibile su youtube). 28276436_1154106858025826_2894159852366038920_n

Dopo aver pubblicato, sempre col suo nome di battesimo, a fine 2016, solo in digitale, un EP a tema natalizio intitolato Canzoni di Natale (poi ripubblicato nel 2017 come Kamal), con l’arrivo del 2017 Carlo fa pace il suo nome d’arte (ma non solo, dato che lo chiamano quasi tutti così anche nella vita privata…) KAMAL (che scopre non essere un maschera m bensì un demone che deve assolutamente esprimersi) ed entra in studio per realizzare il suo secondo album ufficiale, coprodotto con Marco Giuradei. L’album 2017. aborigeni italiani esce a maggio 2017 anticipato dal videoclip Psychotarantadark (visibile su youtube). Nell’estate 2017 oltre a partecipare al Festival “Dallo Sciamano allo Showman” (www.shomano.it) collabora con l’artista visiva Francesca Cocchi dando luce al progetto visivo-sonoro “Leggende della Valle Camonica”. L’8 gennaio 2018 esce il videoclip del brano Distanze. Ha aperto a concerti/spettacoli di Giuradei, Bugo, Alessandro Mannarino e Giorgio Montanini (attore comico).

Ingresso libero

Start ore 21:30

Venerdì  23 marzo 2018 la stagione Live Music del Joy’s Pub di Bari presenta lo spettacolo di flamenco 2017_07_04_sl_2719_resized Noche de Soniquete del gruppo Aire Flamenco Sur di Roma. Il gruppo di  flamenco proporrà i vari stili del ‘baile’ flamenco interpretati da Sara Vallucci esprimendo sulla scena l’interiorità  e la personalità di questa danza che è più uno stile di vita e un modo di essere che una semplice ricerca estetica. Il risultato è un insieme di stili da quello più sensuale a quello più ritmico a quello più moderno. L’intento  è quello di proiettare lo spettatore nelle più suggestive atmosfere  flamenche, alternando ritmiche conturbanti a melodie suggestive. Influenze arabo indiane, innovazioni tematiche e armoniche, passione, ritmo, mistero e fascino cattureranno il cuore dello spettatore offrendo uno spettacolo affascinante…sicuramente indimenticabile.

Lo spettacolo inizia con  un’atmosfera più profonda e drammatica che riguarda la siguirija y martinete  per  poi svilupparsi in temi più allegri e di festa come la guajira, la buleria.

Tutto questo accompagnato dalle meravigliose ed emozionanti  note del compositore e  guitarrista Matteo D’Agostino il quale presenterà alcuni  brani del suo progetto musicale ” Aqui  Me Encuentro!”

2017_06_28_sv_1296_resized_1 “Vuol dire “Eccomi Qui!”, è lo spettacolo dove metto a nudo la mia sensibilità di interprete e di compositore. E’ una dichiarazione di amore per la musica e per un genere musicale, il flamenco, al quale sono dedito da più di 15 anni. Questo progetto musicale è il punto in cui si incontrano tutte le influenze musicali che ho assorbito e che negli anni mi hanno emozionato, prendendo la forma del flamenco, la musica con cui risuono di più attualmente. Il concerto quindi si presenta come un insieme di composizioni originali, basate sulle forme degli stili musicali flamenchi (palos) più conosciuti, come Buleria, Alegrias, Tangos, Rumba, ecc… il tutto influenzato da altri generi musicali come il jazz, bossa-nova, musica classica.  

Il Flamenco, è una cultura popolare, fatta di terra, di sole e di mare, come l’Andalusia. E’ la cultura con cui un popolo, quello gitano, ha saputo riscattare la sua condizione di segregazione, creando un’arte che veicola sentimenti profondi e stati d’animo che vanno dal primitivo al sublime. È una musica che ha saputo essere colta ed influenzare compositori come Isaac Albéniz, Joaquín Rodrigo, Manuel de Falla. È divenuta poesia, passando per le mani di Federico García Lorca e Rafael Alberti. È una danza forte e suggestiva. È una cultura viva, che tuttora permea profondamente il sud della Spagna e i suoi abitanti.!”

Matteo D’Agostino

Guarda qui

Start ore 21,30

Ingresso libero

Fervono a Bari i preparativi per una delle grandi feste riconosciute anche a livello mondiale. Il 17 marzo si festeggia il ST. PATRICK’S DAY. E’ Celebrato in tutto il mondo: gallo_imm_prof USA, Canada, Australia, Francia, Argentina, l’isola caraibica Montserrat, Russia, Giappone. Tutte le comunità irlandesi nel mondo festeggiano questo appuntamento di integrazione e socializzazione ed il Joy’s Pub, nel suo stile tipicamente Irish e come tutti i pub irlandesi anche a Bari, a partire dal 16 marzo ha programmato una serie di appuntamenti che vi coinvolgeranno fino al 18 marzo. Musica, danze, ballate, costumi e maschere a tema con gadget e premi a suon di birra saranno i motivi per non perdere l’occasione di divertirsi e stare insieme all’ insegna dello spirito di condivisione e amicizia che si vive in Irlanda. Tutti gli amici di sempre ed i nuovi approfitteranno dell’occasione per ritrovarsi e vivere in questo periodo dell’anno un momento di sano svago.

Ecco il programma degli appuntamenti e degli eventi organizzati al Joy’s Pub.

CELEBRATION

#stpatrickinjoys

Dal 7 al 17 marzo – GIVEAWAY – Concorso online a premi sulla pagina Facebook del Joy’s Pub. Premiazione domenica 18 marzo alle ore 23,00

- Venerdì  16 marzo, ore 21,30 – THE LAND OF SAINTS AND SCHOLARS – Promossa in collaborazione con la My English School di Bari, la serata all’insegna dei colori e delle tradizioni Irlandesi. Partecipa alla festa indossando abiti colorati a tema.

17264246_10154949732166399_4500744845736586405_n - Sabato 17 marzo, ST. PATRICK’S DAY;

- dalle ore 13,00 – RUGBY SIX NATIONS: ITALIA SCOZIA. Apertura straordinaria a pranzo nel giorno di San Patrizio. In diretta tutto il Rugby dell’ultima giornata del SIX NATIONS 2018

- dalle ore 20,00 – La grande festa della comunità Irlandese di Bari al Joy’s Pub. Musica, danze, ballate, birra, gadget e amici per condividere un momemto di sana convivialità.

- Domenica 18 marzo – BAND HISTORY TOUR and GIVEAWAY AWARDS gallo

- ore 21,00 – BAND HISTORY TOUR Organizzato e promosso con la collaborazione di POP TV, inaugurazione dello spazio di promozione delle nuove tendenze musicali sul territorio! Il programma, condotto da Carlo Chicco e Marco Protano sarà in onda sul canale streaming di POP TV.

- ore 22,30 – GIVEAWAY – Le estrazioni dei premi in palio per il concorso online sulla pagina del Joy’s Pub ( PARTECIPA)

Poi l’unica cosa che vi rimane da fare è …prendetevi un giorno di ferie lunedì 18 marzo perchè ne avrete bisogno !!!!!

Happy St. Patrick’s to everyone at Joy’s Pub !

 

Biografia del St. Patrick’s Day (www.irlandando.it)

Sembrerà strano ma l’evento principale del calendario irlandese non nasce in Irlanda, ma vede i primi festeggiamenti a Londra e in America.
Per cominciare, la più remota testimonianza di un St. Patrick’s Day, celebrato fuori dall’Irlanda, è fornita daJonathan Swift, l’autore dublinese de Iviaggi di Gulliver.
Nel suo Diario a Stella lui annotava che nel 1713 il Parlamento di Westminster era chiuso perché era St. Patrick’s Day e che Londra era talmente piena di decorazioni da pensare che tutto il mondo fosse irlandese.
Approdando in America, invece, il primo incontro di irlandesi in onore di S. Patrizio risale al 17 marzo 1737 a Boston. Nonostante oggi la festa di San Patrizio sia strettamente legata ai cattolici, è bene precisare che allora i protagonisti dei primi festeggiamenti furono dei Protestanti irlandesi emigrati in America e che, nella maggior parte dei casi, i cattolici erano rigorosamente esclusi. Solo più tardi, tra il XIX e il XX secolo, i cattolici si unirono alle celebrazioni del St Patrick’s Day.

gallo Gli irlandesi hanno rivestito un ruolo fondamentale nella storia americana. Durante la Guerra dei Sette Anni combatterono addirittura sia sul fronte inglese che su quello francese. Nel 1757 le truppe inglesi accampate a Fort Henry furono attaccate il giorno di S. Patrizio dalle truppe francesi. Il contingente francese era composto soprattutto da irlandesi. Questi pensarono che gli irlandesi nell’esercito inglese sarebbero stati i più deboli, vista la giornata di festa. Non considerarono, però, la furbizia del capitano irlandese, John Stark, il quale aveva dato ai soldati irlandesi una dose in più di liquore per festeggiare il St. Patrick’s Day!
I francesi furono così sconfitti!

La prima parata in onore di S. Patrizio si tenne a New York nel 1762: un gruppo di soldati irlandesi si stavano dirigendo a festeggiare il St. Patrick’s Day in una taverna, quando decisero di marciare dietro la loro banda e mostrare i loro stendardi reggimentali. Lo spettacolo deliziò a tal punto passanti e spettatori che da allora il 17 marzo vide sempre gli irlandesi d’America marciare a ritmo di melodie tradizionali irlandesi.

Anche durante la Guerra d’Indipendenza Americana furono portate avanti le celebrazioni del 17 marzo.
Il 17 marzo 1776 i Britannici liberarono la città di Boston e George Washington invitò i ribelli americani a prendere possesso della città, mentre nel 1778 l’esercito di Washington celebrò il St Patrick’s Day presso la Valley Forge.

Nel XIX secolo, durante la Grande Carestia che colpì l’Irlanda, milioni di irlandesi emigrarono in America per sopravvivenza e la mancanza di casa si trasformò presto in nostalgia. Perciò il St Patrick’s Day sembrò l’occasione perfetta per unirsi e celebrare la propria nazionalità. L’esempio militare aveva mostrato l’efficacia di marciare dietro a una banda al ritmo di ballate irlandesi, quindi nacque l’usanza di metter su una parata tinta di verde per alimentare lo spirito patriottico.

Nel XX secolo le nuove generazioni di irlandesi d’America sono ormai parte integrante della società americana e festeggiare il St Patricks’ Day non serve solo a vantare le propri origini, ma anche a celebrare l’integrazione di successo nella società ospite.

 #sanpatrizio #stpatrickinjoys #stpatricksday2018 #italia #puglia #bari #irlandainfesta #irlandesidentro #comunitairlandese #musica #party #irish #folk #guinness #birraverde #giveaway

Venerdì 9 marzo 2018 alle ore 21,30, ospite della Live Music promossa dal Joy’s Pub di Bari, in concerto sarà ALEX RICCI (chitarrista degli Après la Classe). 28693875_1772750806122096_311521424_o

Quando non è in tour con la band salentina,  Alex si fa accompagnare alla batteria dal giovane Valerio Pompei (Skinny Boy). E’ una lunga storia quella fra i due musicisti, rispettivamente chitarra/voce e batteria/basi elettroniche di questa band essenziale. Sul palco la semplicità di 2 elementi arricchita dall’elettronica e dai suoni campionati, che generano un “sound roots” ma più che mai attuale, mischiato ai rumori di questo tempo, alle vite che cambiano e tornano al punto di partenza, alle origini, alle radici appunto. Brani di Howlin Wolf, Otis Rushsi uniscono alle atmosfere più rarefatte dell’elettronica e i pezzi originali tratti dall’album “Gonna Rossa” di Alex Ricci (Auand Records e distribuito da Goodfellas.) si riducono ad arrangiamenti essenziali e potenti.

Biografia

Alessio Maria Melchiorre Riccialias Alex Ricci inizia a suonare la chitarra a 9 anni. Conosciuto fino al 2006 con lo pseudonimo di Alex Whatanna, è un apprezzato chitarrista blues. Nel 2004, presso il locale “Blue Inn Cafè” di Bologna, vince insieme al suo trio “The Big Fat Balls”, la finale per accedere al Pistoia Blues Festival 04. Nel 2006 suona al fianco del bassista Americano Dywane Thomas. Fra il 2006 e il 2007 Alex si trasferisce a Londra e si esibisce nei più importanti “blues clubs” della Capitale e frequenta ‘lo stilista’ della chitarra blues, Otis Grant.

alex_pagina_sito2 Nel 2007 Alex viene contattato dagli “Après la Classe”, la band è in cerca del nuovo chitarrista, inizia così il primo tour italiano ed europeo con il gruppo Salentino. Nel 2008 Durante il concerto di Roma del 1° Maggio, Alex suona con gli “Après la Classe” davanti a più di 500.000 persone. Il 26 giugno 2008 a Treviso, Alex Ricci apre il concerto di Popa Chubby, in questa serata speciale Alex riceve il “Premio Lorenzo Vecchiato” come migliore artista Blues emergente dell’anno 2008, nello stesso periodo prosegue il “Luna Park on Tour” con gli “Après”.

Nel Novembre 2009, Alex Ricci registra le chitarre del disco degli “Après la Classe” intitolato “MAMMALITALIANI”. Tra il 2010 e 2011 vola per due volte in America, la buona riuscita del Tour e del Disco “MAMMALITALIANI” Porta “Gli Après”ad una fantastica esperienza oltreoceano, cinque concerti, due a New York, due a Los Angeles ed uno a Miami insieme ad altre band ed artisti come Caparezza, Elisa, Negrita e Subsonica. Nell’estate 2011 il “Mammalitaliani Tour” arriva fino al “Montreux Jazz Festival”. Gennaio 2013, Alex Ricci presenta il suo primo album da solista, dal titolo “Gonna Rossa”, undici tracce originali contaminate da Blues/Rock e Pop.

Nell’aprile 2014, Alex Ricci presenta IdeaSonica un sito specifico per le lezioni di chitarra online, nello stesso periodo registra le chitarre del nuovo lavoro discografico degli “Après la Classe” intitolato “Riuscire a volare”. Parte così a luglio “Riuscire a volare Tour”, che nel agosto 2015 approda allo “Sziget Festival” di Budapest. Sempre in agosto si aggiudica il 2° posto come miglior chitarrista della scena indipendente italiana 2015, pochi mesi dopo diventa il chitarrista ufficiale della “Super Band MEI”.  Nel novembre 2015 presenta insieme a Valerio Pompei (Batteria) il nuovo progetto musicale “Alex Ricci & Skinny Boy” dal sound roots e potente, arricchito talvolta da loop e suoni campionati, un repertorio che parte dal blues classico e arriva fino ai brani dell’album “Gonna rossa”.

In questo momento Alex Ricci sta lavorando al suo secondo disco da solista e al nuovo disco degli Après la Classe.

Ascoltalo qui

https://www.youtube.com/watch?v=yRV6oiBL3OI,

https://www.youtube.com/watch?v=IpFKAfC4CT0,

Start ore 21,30

Ingresso libero

Venerdì 2 marzo 2018 la stagione LIVE MUSIC del Joy’s Pub di Bari ospita il folksinger calabrese AL THE COORDINATORAl the coordinator è Aldo D’Orrico. Nasce nel 1979 a Cosenza e possiede una voce acuta e graffiante, tale da rovinare le pareti dei luoghi in cui si esibisce. al-the-coordinato-fotopromo2 Romanticamente innamorato del metal (tra le sue prime passioni) e fortemente predisposto alla musica d’autore, all’età di 13 anni imbraccia la sua prima chitarra.

Diventa chitarrista dei Miss Fräulein, dalla cui formazione nascono due album autoprodotti (Tob was my monkey e Aprofessionaldinnerout) e un terzo per Mk Records e Indipendead records, The Secret Bond, cui seguono esibizioni in tutta Italia: Heineken Jammin’ Festival, Ypsigrock e Arezzo Wave compresi.

Aldo prende lezioni dal maestro Lutte Berg e perfeziona i suoi rudimenti di blues e rock’n’roll nei Texaco Jive di J.J. Guido, vera formazione-scuola per musicisti, che diventa internazionale quando la band è chiamata ad accompagnare le tournée italiane della cantante newyorkese Amy Coleman.

Nel 2008 fonda insieme a Mario D’Orrico (mandolino) i Muleskinner Boys, con cui porta in giro il verbo del bluegrass; genere, questo, di cui apprende i segreti dal grande chitarrista acustico Russ Barenberg

Fa inoltre parte con la sua chitarra del progetto Kyle di Michele Alessi (Captain Quentin) e dell’ensamble4+20 con Mirko Onofrio e Stefano Amato (entrambi nella Brunori Sas).

Al The Coordinator è l’ultima declinazione della musica di Aldo.
Blues, bluegrass, folk: tutto si fonde nella sintesi di chitarra e voce, alla base del suo orizzonte sonoro.

Join The Coordinator è stato pubblicato il sei maggio per La Lumaca Dischi e Gas Vintage Records

Ascolta qui

Ingresso libero

Info 0805542854

 

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