Nazione: Tedesca

Gradazione: 4,8%

Colore: Chiaro

Tipo: Pils

Descrizione:

La Bitburger è una delle birre tedesche a più spiccata personalità grazie alla caratteristica intensità di amaro che trova numerosi estimatori.

È una pilsner dall’aroma penetrante, gusto secco e mediamente frizzante, spuma fine e persistente, colore dorato intenso e gradazione alcolica di 4,6°.

Bitburger è prodotta a Bitburg, nel nord della Germania, dove le birre sono normalmente più amare di quelle prodotte a sud perchè più ricche di luppolo (i cui effetti sedativi sul sistema nervoso sono stati, tra l’altro, accertati clinicamente).

Come tutte le birre fortemente luppolate, sostiene la casa produttrice, Bitburger ha inoltre uno spiccato effetto diuretico: lo stimolo sarebbe dovuto all’assenza di sodio nell’acqua utilizzata per produrla, ma verrebbe poi rafforzato proprio dall’alto contenuto di luppolo. La Bitburger Braurei, che fu fondata nel 1817 da Johann Peter Wallenborn, per raggiungere il livello d’amaro desiderato impiega soprattutto luppolo di qualità Hallertau, ma anche altri provenienti dal territorio circostante dove si trova per esempio Holsthum, paese al centro della zona più settentrionale tedesca di coltivzione della pianta. È grazie a birrerie come la Bitburger che oggi si può parlare di uno stile pilsner tedesco, dove la nota amara è maggiormente sviluppata che nelle danesi, ceche o italiane. Affinchè potesse utilizzare il termine pils in etichetta, Bitburger dovette però affrontare una lunga vertenza legale con i birrai di Pilsen che lo ritenevano loro esclusivo diritto. Bitburger aveva iniziato a produrre pilsner nel 1883 ma lo scontro si risolse defintivamente solo nel 1913 con una sentenza della corte del Reich di Lipsia che concedeva alla birra di Bitburg l’utilizzo del nome “Simonbrau Deutsch Pilsner”. L’acqua utilizzata per produrre la Bitburger viene dai pozzi della birreria che scendono fino a 300 metri per attinger quella raccolta nelle falde più profonde. Buona parte dell’orzo viene invece dalla Renania Palatinato e il lievito dalle colture interne all’azienda, controllate dal proprio laboratorio. Che una birreria sia oggi dotata di un laboratorio non sorprende, era però insolito nel 1926 quando la Bitburger Braurei ne installò già uno per controllare le varie fasi della produzione e il rispetto della Legge di Purezza.

 

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