Articoli marcati con tag ‘2012’

Con l’estate che ci saluta torna la voglia di stare in compagnia e continuare a sognare le vacanze. Ma cosa succede se sono luoghi e sapori lontani a farvi teletrasportare senza muovervi da casa? Il Joy’s Pub di Bari ti dà la possibilità di scoprire la magia delle terre anglosassoni. In modo gustoso, divertente ed economico. È il Fish & Chips, il piatto tipico inglese, a regalarvi deliziose evasioni urbane.

SEMPLICE BONTA’ – Arriva dal mare del nord l’unione tra la freschezza del filetto di pesce bianco e la pastosità della patata. Il tutto reso ancora più sapido dalla pastella, che avvolge e rende morbido e croccante il pesce,  e dalla consistenza della patatina fritta, in formato steak e pepata. Nasce così, verso la fine dell’Ottocento, il Fish & Chips, una deliziosa ghiottoneria servita in fogli di giornale e pronta da mangiare.

UNA TENTAZIONE TARGATA JOY’S – Voglia di lasciarsi sedurre dalla fragranza del Fish & Chips? Lo storico angolo d’Irlanda a Bari, vi conduce in questo viaggio verso la terra dei sapori anglosassoni. Tutti i giorni, dal martedì alla domenica, potete gustare questo piatto tipico al tavolo, o passeggiando per strada. Se desiderate trascorrere una serata all’aria aperta, Marco il simpatico e ospitale pubblican, vi servirà una porzione take away nel tipico cartoccio di carta assorbente. E nel bicchiere? Una fresca e schiumosa birra, a rendere effervescente e spumeggiante la vostra serata. Un tripudio di sapori da non perdere.

Provare per credere.

 

BUON INVERNO A TUTTI !

 

Venerdì 17 febbraio le Tradizioni culinarie del Joy’s Pub incontrano la Campania.
La genovese rappresenta, insieme al ragù, uno dei fondamenti della cucina napoletana. Se definiamo il ragù il “re” della cucina napoletana, la genovese ne è, a pieno titolo,  la regina . Ma perché questo sugo che appartiene alla tradizione culinaria napoletana, porta il nome ” alla genovese”?
L’origine di questo nome è alquanto incerta. Una delle tesi più accreditate la fa risalire al XV secolo, in pieno periodo aragonese, quando nella zona del porto di Napoli, vi erano alcune osterie tenute da trattori genovesi i quali erano soliti cucinare la carne in modo da ricavarne una salsa per condire i maccheroni. Altri studi fanno risalire l’origine di questo piatto , sempre nel XV secolo, alla presenza, sul molo dove di solito attraccavano le navi provenienti da Genova, di un “maccaronaro”, che aveva li il suo banchetto e che, probabilmente, prese il soprannome di ” o genovese”.  

Esiste ancora un’altra tesi sull’origine della genovese:  nel febbraio 1495, nelle fila dell’esercito francese che occupava Napoli, vi erano dei mercenari svizzeri.La cipolla è un ingrediente molto usato nella cucina elvetica e qualche mercenario svizzero avrebbe potuto trasmettere la conoscenza di una ricetta originaria di Ginevra. Da qui, con molta facilità il “sugo a la Genève “  può facilmente diventare ” alla genovese”.
Ma, quasi come la trama di un thriller, ecco che alla fine degli anni 70 viene alla luce un documento che pare metta fine alla ricerca. Nell’Archivio Nazionale di Parigi, vengono alla luce dei documenti: sono due trattati di arte culinaria del medio evo. Uno di essi è il LIBER DE COQUINA, scritto da un anonimo alla corte Angioina di Napoli nel trecento Si tratta di un ricettario dell’epoca dedicato a Carlo II d’Angiò. E tra queste ricette,scritte in latino, la n° 66 porta il nome di “ De Tria Ianuensis, “ che tradotta diviene “Della Tria Genovese. Il termine ” Tria ” è presente già in alcuni testi del trecento, tra cui  il “ theatrum sanitatis” dove per le paste alimentari si usa il termine “  Trij” . Ancora oggi, nel Salento, si cucinano “ ciceri e tria” pasta e ceci!
L’ingrediente necessario per realizzare questo piatto è la cipolla. Non va usata quella bianca, tantomeno quella fresca. L’ideale è quella rossa di Tropea o quella ramata di Montoro, diffusissima in Campania. La carne da utilizzare è il “ lacierto” , in italiano girello, in alternativa si usa la colarda o il muscolo dello stinco (gammuncello).
E la nostra chef Eleonora cosa ci proporrà? Per scoprirlo vi consigliamo la prenotazione e …. il gusto è garantito !
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